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Nell'«Orto aperto» della Clarina

oltre a pomodori e insalata

si coltivano rapporti umani

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Ci sono, ovviamente, i pomodori e le verze, l’insalata e i peperoni, i girasoli e i fagiolini. Ma ci sono, anche e soprattutto, mani da stringere e persone da conoscere, musica da ascoltare e birre da bere in compagnia, bambini a cui insegnare e progetti da portare avanti. Il tutto in un unico luogo, in 800 metri quadrati che fino a pochi mesi fa erano una sorta di foresta abbandonata, con rovi e immondizie.

Si chiama “Orto Aperto”, si trova in Clarina, all’inizio di via Medici, praticamente sul lungo Fersina, ed è un classico esempio di orto sociale, dove si coltivano sia le verdure sia le relazioni. L’aspetto più bello e interessante è che a portare avanti l’iniziativa inaugurata ufficialmente ieri sera con il primo AperiOrto, sono otto giovani, tutti di età compresa tra i 24 e i 27 anni, amici tra loro da una vita. Sono Federico Uez, Lorenzo Faes, Roberto Cialdella, Alessio Osti, Francesco Benanti, Stefano Eccel, Tommaso Comper e Federico Rovea.

«Siamo tutti studenti universitari o lavoratori - raccontano - e siamo amici da sempre. Siccome tutti viviamo o siamo comunque legati alla Clarina abbiamo accettato questa sfida, accedendo a un bando del comune l’aprile scorso e poi a metà giugno abbiamo iniziato a lavorare nell’orto: ci veniamo nel tempo libero, a turno praticamente ogni giorno c’è qualcuno». Comune di Trento e servizio Beni Comuni hanno avuto un ruolo fondamentale, insieme all’intraprendenza e alla voglia di mettersi in gioco degli otto amici. In tanti hanno aiutato nelle prime fasi di lavoro, a inizio estate, a partire da Matteo Onorato dell’omonima azienda agricola, senza dimenticare Progetto 92, Bussola, Circoscrizione, Comitato Oltrefersina e tanti altri.

«Due terzi dell’area sono per l’orto, mentre lo spazio rimanente è per la socializzazione: volevamo creare una sorta di piazza, un punto di ritrovo e di aggregazione e abbiamo costruito delle panchine e delle tavole, oltre a una piccola casetta per gli attrezzi. Dopo l’inaugurazione di ieri, con tanti complimenti, un’ottima partecipazione e la musica di Little John, abbiamo in programma serate, simposi in cui parlare di agricoltura ma anche di altro, concerti ed eventi con i bambini. Dobbiamo incontrare le scuole e gli asili della zona, poi in primavera organizzeremo insieme degli incontri per i più piccoli».

La verdura prodotta viene regalata o venduta a offerta libera («molti amici ci hanno omaggiato di piantine e sementi»), e in tanti, parrocchia e abitanti del quartiere compresi, hanno aiutato i ragazzi con offerte per rimpinguare la cassa comune iniziale con un’autotassazione di cinquanta euro a testa.

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