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Il Doss Trento sarà custodito

da quattro profughi africani

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Entro la fine di gennaio la casa del custode del Doss Trento tornerà ad essere abitata, con l'ingresso di quattro giovani rifugiati che si assumeranno il compito di mantenere pulite le pertinenze dell'immobile, compresa la sala pubblica e il vicino mausoleo di Cesare Battisti. La notizia è stata data nei giorni scorsi dal vicesindaco e assessore alle politiche sociali Mariachiara Franzoia, intervenuta durante l'ultima seduta del consiglio circoscrizionale del Centro storico-Piedicastello per fornire un'esatta relazione sul progetto di inserimento lavorativo promosso dall'amministrazione in collaborazione al Centro Astalli di Trento. Secondo quanto riferito, dopo la sistemazione dei locali delle passate settimane e il sopralluogo iniziale per conoscere la zona, i ragazzi - provenienti dall'Africa subsahariana ed in età compresa tra i 19 ed i 28 anni - dovrebbero iniziare l'attività di custodia nell'arco di pochi giorni.

L'ingresso dei ragazzi, tutti arrivati al termine del percorso per la ricetta di protezione internazionale, è stata decisa dall'amministrazione, dopo che i primi due bandi per trovare un nuovo custode tra gli impiegati del Comune e tra quelli delle società collegate sono andati deserti. Tra le mansioni previste nel progetto, che partirà in via sperimentale e avrà una durata di un anno, vi sono l'apertura e la chiusura dei cancelli del parco, la pulizia dell'immobile e delle sue pertinenze (compresa la sala pubblica) e lo sgombero dei cestini. Rimarranno invece in capo al Comune alcuni compiti che richiedono particolare attrezzatura, quale la raccolta di siringhe, oppure specifiche competenze, ad iniziare dalla cura del verde pubblico, soprattutto in considerazione della presenza di alcune piante rare.

Parere favorevole alla nuova gestione, resa possibile grazie ad un comodato gratuito dell'immobile al Centro Astalli per i prossimi 3 anni, è stata espressa dal presidente della circoscrizione Claudio Geat, il quale ha tuttavia chiesto continuità nella custodia e sorveglianza del parco e degli accessi, in particolare in orario notturno. L'istanza è emersa anche da rappresentanti del Comitato di Piedicastello, che hanno inoltre domandato assicurazioni per un servizio stabile.

Si sono invece detti assolutamente contrari al progetto alcuni giovani esponenti di Casa Pound del Trentino, intervenuti nell'ambito della discussione. In una nota CasaPound di Trento spiega di essere «intervenuta duramente per chiedere conto all’amministrazione della scelta fatta e del perchè non vi sia tutt’ora traccia del bando di affidamento dei servizi di custodia, passato inosservato sia ai cittadini che alle altre associazioni». «La gestione di un bene prezioso e sacro come il Mausoleo - sostiene il responsabile trentino Federico Castaldini - dovrebbe essere affidato con trasparenza a chi ne sa riconoscere il valore e non, per fini propagandisti e di accoglienza, ad individui che ancora devono essere inseriti nella società».

Nel corso della serata è intervenuto anche il presidente della Circoscrizione, Claudio Geat, il quale ha ricordato come i richiedenti asilo non percepiranno alcuno stipendio, ma potranno usufruire in comodato gratuito dell'alloggio del custode in cambbio dello svolgimento di alcuni servizi che vanno dalla pulizia di alcune zone, il riordino delle sale, lo svuotamento dei cestini e altro. Per alcune ore alla settimana verranno seguiti da operatori volontari di Astalli. Per il Comune una scelta a costo zero: i quattro profughi lavoreanno gratis e le bollette e utenze della casa verranno pagate da Astalli.

Per Geat, comunque, l'auspicio che si tratti di una scelta temporanea e che il Comune di Trento possa, in futuro, tornare ad avere un custode fisso. Negli ultimi dieci anni si sono alternati sul Doss Trento due custodi. Il primo, nel 2007, fu licenziato dal Comune dopo essere stato arrestato per traffico d'armi. Il secondo, scelto fra dipendenti comunali che si erano proposti volontariamente, è andato in pensione.

Rimane infine il problema più complessivo del rilancio dell'area: il Doss Trento è snobbato dai trentini, che non ci vanno quasi mai; anche il Museo Nazionale degli Alpini, che riaprirà quest'anno completamente rinnovato ed ampliato, non ha mai avuto la promozione ed il successo che avrebbe meritato. I lavori dovevano essere finiti per l'Adunata degli Alpini del 2018, ma negli scavi è stata ritrovata una necropoli Longobarda, e il cantiere è fermo in attesa delle indagini della Sovrintendenza.

 

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