Salta al contenuto principale

Folle inseguimento in città

per uno specchietto rotto

Chiudi
Apri
Per approfondire: 
Tempo di lettura: 
2 minuti 39 secondi

Una serie di sorpassi pericolosi, una corsa a velocità azzardata in una notte, quella di Ferragosto, fortunatamente deserta in città. Il motivo delle folli manovre sta in un urto accidentale tra un’auto ed un furgone. È da un banale incidente, tra l’altro con danni iniziali di poco conto, che è scaturito l’inseguimento, nella zona nord di Trento.

Per calmare gli animi dei due automobilisti è stato necessario l’intervento di una pattuglia della questura e due della polizia locale. La questione risultava abbastanza delicata: uno degli uomini coinvolti, accusato sia di aver provocato l’incidente sia di aver colpito fino ad infrangerli i finestrini dell’auto «avversaria», sosteneva di essere un appartenente dell’Arma, mostrando un poco probabile tesserino. Ma era una bugia: il finto carabiniere, un cinquantenne noneso, è stato denunciato per false attestazioni sulle proprie qualità personali e pure per danneggiamento volontario, minacce, rifiuto di sottoporsi all’alcoltest ed al drugtest.

Tutto è partito da uno scontro nel corso di una manovra di sorpasso sulla provinciale 235, la strada dell’Interporto, verso sud. Erano le 22.30 circa del 15 agosto. Tra l’auto ed il furgone c’è stato un urto laterale, che ha fatto saltare gli specchietti retrovisori di entrambi i mezzi. L’uomo alla guida dell’auto, che stava procedendo correttamente sulla destra, vedendo che il furgone non si fermava l’ha seguito fino alla rotatoria del Bren Center. Qui c’è stato un secondo contatto tra i due veicoli, sempre a causa del conducente del furgone: ha improvvisamente ingranato la retromarcia, urtato nuovamente la macchina ed è ripartito dirigendosi verso sud.

L’uomo in auto ha dunque chiamato la centrale unica dell’emergenza «112» per segnalare l’accaduto e si è messo all’inseguimento del mezzo in fuga. Era in contatto la questura quando si è messo di traverso per sbarrare la strada. Una manovra che è servita ad ottenere il risultato voluto. Il conducente del furgone, non potendo proseguire la fuga, ha reagito decisamente male: è uscito dall’abitacolo, ha minacciato l’altro automobilista e, qualificandosi come appartenente all’Arma dei carabinieri ed esibendo un’improbabile tessera di riconoscimento, gli ha intimato di spostarsi. Poi è risalito sul mezzo, ha ingranato la marcia e ha nuovamente speronato l’auto. Non contento, ha impugnato una trancia di metallo e l’ha sbattuta contro il finestrino laterale dell’auto, mandandolo in frantumi.

Ha tentato di rompere anche il vetro posteriore, ma è stato bloccato dai poliziotti della questura. Sono quindi arrivate due pattuglie della polizia locale di Trento. L’aggressore, residente in val di Non, è stato accompagnato al pronto soccorso per verificare se agisse sotto l’effetto di alcol o stupefacenti, ma si è rifiutato di sottoporsi al prelievo ed alle cure dei sanitari. Ha pure negato di avere con sé la trancia con cui ha rotto i finestrini. Gli agenti hanno dovuto procedere alla perquisizione del furgone per recuperare l’oggetto contundente, che è stato posto sotto sequestro.

L’automobilista, coinvolto suo malgrado nel parapiglia, ha subito voluto denunciare l’accaduto: da un lieve danno iniziale (lo specchietto rotto) si è ritrovato anche con un finestrino in frantumi e danni alla carrozzeria. Gli agenti della polizia locale hanno denunciato il conducente del furgone, già noto per la sua aggressività, e proceduto con il ritiro della patente.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?