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Altre 177 telecamere in città

Ok da commissariato del Governo

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Altre 177 telecamere potrebbero prossimamente essere messe in funzione sul territorio di Trento per migliorare la sicurezza e contrastare i reati, favorendo e facilitando il lavoro delle forze di polizia. Lo prevede una delibera della giunta comunale che dà contestualmente il via libera al sindaco Andreatta per la sottoscrizione di un «Patto per l’attuazione della sicurezza urbana» concordato con il Commissario del governo Pasquale Gioffré.

La previsione di accendere un’altra abbandante manciata di occhi elettronici sulla città, già annunciata nelle scorse settimane dal sindaco nel corso dell’acceso dibattito sulla sicurezza urbana, deriva da una previsione del decreto Minniti dello scorso anno che tra le varie misure introdotte per prevenire e contrastare i fenomeni di criminalità diffusa, tra cui ricordiamo il Daspo urbano, prevede anche uno stanziamento complessivo di 37 milioni di euro a favore dei Comuni per la realizzazione di sistemi di videosorveglianza. Per accedere a questo finanziamento bisogna sottoscrivere uno specifico Patto per la sicurezza con il Commissariato del Governo ed è il passo che l’amministrazione Andreatta si appresta a compiere.

Il Patto individua al suo interno le aree del territorio maggiormente interessate a situazioni di degrado e illegalità. Nel caso trentino si tratta di aree che non sono ancora coperte a sufficienza dalle telecamere. Attualmente esiste già una vasta rete di controllo video con circa 600 apparecchi accesi e collegati con le tre centrali operative allestite in questura, al comando dei carabinieri di via Barbacovi e nella sede della Polizia locale in via Maccani; una rete che si è rivelata negli ultimi anni molto utile per la soluzione e la conclusione positiva di diverse indagini. Le zone individuate, in accordo con le forze dell’ordine e con il via libera del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, per installare le 177 nuove telecamere sono Ravina, Sardagna, Vela, Gardolo, Spini, Melta, Martignano, Cognola, Povo, Villazzano, Tavernaro, Oltrecastello, Mediano, Valsorda, le zone urbane e periferiche a sud della città nella circoscrizione dell’Oltrefersina, le zone urbane a ridosso della zona a traffico limitato, la zona delle Viote sul Bondone, via Sponda Trentina, via dei Pomari tra Mattarello e Aldeno e Vigolo Baselga.

Il 18 maggio scorso, alla presenza dei rappresentanti delle forze dell’ordine, sono state concordate le scelte progettuali relative alle caratteristiche tecniche degli apparati, al posizionamento e alla messa a disposizione delle immagini presso le centrali. Le telecamere, tutte allacciate alla rete in fibra ottica e wireless dell’amministrazione, saranno di due tipi, 94 utilizzate per la videosorveglianza e 83 per il rilevamento delle targhe, utili per la ricerca di veicoli rubati o utilizzati da autori di reati. Gli apparecchi in grado di rilevare le targhe sono più sofisticati e costeranno 1.389 euro l’uno mentre le altre telecamere di controllo saranno acquistate a 368 euro l’una. A questi costi bisogna poi aggiungere la spesa per l’installazione e la connettività per un totale di 430.000 euro, centomila dei quali li metterà l’amministrazione comunale mentre gli altri 330.000 corrispondono al finanziamento statale richiesto. L’acquisto andrà a buon fine se arriveranno i soldi da Roma, altrimenti non se ne farà nulla.

Il Patto tra Comune e Commissariato del governo prevede anche la costituzione di una cabina di regia, composta da rappresentanti delle forze dell’ordine e della polizia locale, con il compito di monitorarne lo stato di attuazione con cadenza semestrale.

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