Urbanistica / Novità

Rovereto ha un nuovo quartiere, case popolari "di lusso" alla ex Marangoni Meccanica (con polemica politica fra Fugatti e Ugo Rossi)

In via Benacense II inaugurati i nuovi spazi, ci saranno anche negozi e verde, con la filosofia del cohousing. Edifici in legno, tempi record e cantiere con 110 ditte, tutte trentine. Il presidente della giunta esulta, l'ex presidente gli ricorda quando era contrario al progetto

ROVERETO. Dalla Rovereto industriale del passato, alla città che vuole essere nel futuro. Le due nuove palazzine in legno da bioedilizia, sorte in via Benacense II sulle ceneri dell'ex Marangoni Meccanica, e consegnate ufficialmente lunedì, rappresentano proprio ciò che questa città vuole essere: sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale.Il verde che incornicia il complesso, il parco giochi attrezzato e la modalità di costruzione dei due condomini rendono subito l'idea del progetto complessivo. E poi gli spazi comuni, il canone moderato e i servizi offrono un valore aggiunto all'iniziativa di «housing sociale».

«Le città sono organismi in continua trasformazione - ha esordito ieri il sindaco Francesco Valduga - e il compito dell'amministrazione è quello di interpretare il mutamento e governarne le dinamiche. Quanto avvenuto all'ex Marangoni ne è un esempio: un progetto che unisce la rigenerazione urbana al social housing, con una prospettiva di vera rinascita. É una conquista non solo per le famiglie che hanno avuto gli alloggi, ma per l'intera città».

«Ricordo che erano tutti dubbiosi quando nel 2017 ci siamo presentati in municipio con il progetto. Ci chiedevano: "Quando ci ridarete quest'area?"» ha sottolineato Paolo Signoretti, Ceo di Rovim, partner del Fondo HST nello sviluppo dell'iniziativa. «Era un'area dismessa che se prima aveva contribuito ad allargare la città, poi aveva creato un sacco di problemi e noi eravamo quelli che dovevamo risolverli tutti assieme. Lo abbiamo fatto in cinque anni insieme a oltre 110 imprese che hanno lavorato a questo progetto, di cui oltre il 90% trentine. Anche in questo senso l'abbiamo fatto diventare un'opportunità per tutti».

Tempi record ed obiettivo raggiunto, dunque.

I 68 nuovi appartamenti messi a disposizione delle famiglie del territorio dal Fondo Housing Sociale Trentino, gestito da Finint Investments SGR, sono stati ricavati all'interno di due palazzine realizzate in legno. Chi ci abiterà? La Comunità della Vallagarina ha curato l'emanazione del bando e la redazione della graduatoria per la selezione degli inquilini, tra i soggetti aventi i requisiti previsti dalla legge provinciale 7 novembre 2005. «Nei mesi di apertura del bando, tra settembre ed ottobre, abbiamo ricevuto cento domande» spiegava il commissario della Comunità, Stefano Bisoffi. Un numero questo che testimonia l'interesse attorno a questo tema, la "fame" di case che quest'operazione ha contribuito a placare.

 

SIPARIETTO POLITICO

A margine della notizia, anche un siparietto politico provinciale. Prima il presidente Fugatti che pubblica un post Facebook in cui esulta e si prende il merito. Poi la caustica risposta dell’ex presidente della Provincia, Ugo Rossi. Benvenuti in campoagna elettorale

 

 

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