Cora a Rovereto, l'automazione che raddoppia il fatturato

Non per tutte le aziende gli ultimi anni sono stati di crisi. È il caso della «Cora elettroautomazione srl» che è passata dai 9 milioni di euro fatturato del 2015 ai 16 milioni di quest’anno, assumendo personale e aprendo una nuova sede al Polo della meccatronica di via Zeni a San Giorgio.
Spiega Paolo Mencucci, direttore generale dal 2014 della Cora, storica azienda roveretana, fondata nel 1981, a capo di un’impresa che «oggi vanta partner del calibro di Schneider, Siemens e Hp. Produciamo quadri elettrici per pc e plc, semilavorati di alta qualità, destinati ad altre imprese». Il roveretano Paolo Mencucci, 50 anni, di sé racconta: «Provengo da una famiglia normale, papà operaio, mamma casalinga. Dopo il diploma al Fontana, mi sono laureato in lingua e letteratura spagnola a Trento, ma oggi parlo anche russo, inglese, francese e tedesco». Il direttore Mencucci ha maturato in 25 anni di professione un’ampia  esperienza internazionale: «Fino a qualche anno fa ero in Messico, in un’azienda con 160 dipendenti e 40 milioni di fatturato».
 
Ma gli inizi sono stati a Rovereto. La prima assunzione alla Marangoni, poi è diventato consulente anche per multinazionali come la Luxottica. Le prime decisioni prese nella Cora srl hanno riguardato la valorizzazione dei dipendenti: «Ho puntato tutto sulla riorganizzazione aziendale, collocando il personale sulla base delle attitudini e delle competenze, motivando tutti i lavoratori a dare il meglio, grazie a un lavoro di squadra in cui si è tutti uniti». Un aumento del 20% l’anno, in un periodo di crisi come questo si spiega, però, anche con la realtà di un’azienda che per collocazione di mercato, qualità dei prodotti e portafoglio di clienti, era già un «gioiellino» quando è arrivato il nuovo dirigente. Però mancava ancora qualcosa. A questo ha pensato il direttore Mencucci che ha avviato una vera rivoluzione, collocando il personale in modo strategico: «So per esperienza che i rapporti con i nostri clienti, che sono industrie di grandi dimensioni, vanno curati con attenzione. Per questo ho spostato gli ingegneri nel settore dei rapporti con la clientela, perché sono gli unici in grado di comprendere, nel modo più corretto, le richieste specifiche dei nostri clienti più esigenti».
 
La Cora ha aperto una sede al Polo della meccatronica in collaborazione con Trentino sviluppo, con lo scopo di fare ricerca e la possibilità di stabilizzare altre assunzioni, già passate da 40 a 60 unità negli ultimi tre anni. Commenta ancora: «Siamo pionieri dell’automazione, perciò creiamo un centro strategico per migliorare il servizio ai nostri clienti. Ma il vero segreto è la motivazione del personale, che si raggiunge creando un clima di rispetto e complicità, che serve per incentivare tutti». «Gli strumenti per attuare questa politica sono diversi: si va dal corso di inglese, o quello per migliorare l’uso del computer, pagato dall’azienda, alla cena al ristorante con i dirigenti». Senza trascurare aspetti più concreti: «Si lavora bene se si guadagna di più, per questo ogni lunedì c’è la riunione dei vertici aziendali. Tutti si devono sentire coinvolti e devono sapere come va l’azienda».
 

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