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I ladri non risparmiano nulla

Razzia nell'orto del pensionato

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Si sono salvati solo i pomodori. Per adesso, per lo meno. Perché non essendo ancora maturi, è pure possibile che i ladruncoli abbiano scelto di lasciare alle piantine qualche settimana ancora, prima di passare a fare razzia. Per il resto, non c’è quasi più nulla: sedano, cipolle, capucci, patate, peperoni, è sparito tutto.

Ad Umberto Salvetti, pensionato di Marco, quest’anno l’orto darà poche soddisfazioni. Anzi, gli sta dando più motvi d’ansia che ragioni di gratificazione. Perché è ormai la seconda volta, quest’anno, che qualcuno passa dal suo campo e fa sparire la verdura, coltivata con passione e anche con una certa dedizione: «Non è per il valore economico - precisa il signor Salvetti - quello cosa vuole che sia. È che uno l’orto lo si coltiva per passione, soprattutto. Spesso si regala volentieri anche ad altri la verdura. Ma vedersela portata via così, proprio fa male». Soprattutto considerando il fatto che da quelle parti non è la prima volta che accade: un anno fa ad un suo collega, orticoltore per hobby, qualcuno ha persino portato via le galline. Roba da non crederci.

È chiaro: Umberto Salvetti nemmeno ha fatto denuncia. D’altronde da una parte il valore economico è minimo, dall’altra le possibilità di rintracciare il responsabile sono davvero esigue. «No, lo diro ai carabinieri quando passano di qui. Perché passano piuttosto spesso», spiega. Evidenziando come quella è tutto tranne che una terra di nessuno: il presidio c’è. Ma non basta a salvare gli ortaggi.
Umberto Salvetti, 77 anni, vive a Marco, ma ha la possibilità di coltivare un piccolo orto in quella lingua di terra verso la Montecatini. Lì ci sono numerosi campi. Uno è quello in cui lui aveva piantato il necessario per la sua famiglia e anche per regalare qualche verdura a amici o vicini. È la sua occupazione principale, lo segue con impegno, anche perché l’orto di impegno ne richiede parecchio, tra erbacce da eradicare, acqua da dare, ortaggi da raccogliere quand’è il momento.

Per non parlare di aratura e semina, ad inizio stagione. Un lavoro forse no, ma ecco un impegno importante di sicuro. Ripagato solo dalla soddisfazione di veder venir su peperoni saporiti, che «si sa da dove vengono», patate biologiche anche senza certificazione e insalatina più verde e più  croccante di quella che si trova al supermercato. Per avere tutto questo, Umberto Salvetti va al suo orto tre volte al giorno. In bicicletta, visto che non è proprio sulla porta di casa: «Per me è bello, mio papà aveva un orto, lo coltivava e rivendeva qualche piantina. Io ho ereditato la passione. L’ultima volta che ci sono andato, prima che mi portassero via tutto, è stato sabato sera, verso le 7. Domenica, alle 7 di mattina ci sono tornato. E mi sono accorto che avevano portato via tutto. Di patate hanno preso tre metri interi di raccolto. Il sedano l’hanno rubato che non era nemmeno il momento di raccoglierlo».

È sconsolato. Ed adesso pure preoccupato per quel che rimane, cioè i pomodori. «Mi chiedo se mi conviene raccoglierli adesso, che non sono maturi, solo per non farmeli portare via». D’altronde per definizione gli orti non sono fortezze. Sono campi al massimo recintati. Da sempre si confida sulla buona creanza di tutti, non si fa la guardia sul bordo del campo. Ma tant’è. Evidentemente i tempi sono cambiati. Adesso non si salvano più nemmeno patate e peperoni dei pensionati.

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