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Il Comune di Rovereto

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Un tempo il Comune di Rovereto era la metaforica «fabbrica» della città: oltre 500 dipendenti per soddisfare l’esigenza amministrativa del secondo centro abitato del Trentino, quasi 40 mila residenti. Ma l’anagrafe, intesa come età, è uguale per tutti e non fa distinzione tra pubblico e privato. Tant’è che, al 31 dicembre 2016, i lavoratori di piazza del Podestà sono scesi a 442. Questo grazie ai pensionamenti che hanno assottigliato l’organico municipale che, contrariamente ad altre società, non ha potuto mantenerlo costante perché la legge lo impedisce. Il blocco del turn over imposto per contenere la spesa vieta infatti la sostituzione delle posizioni vacanti se non di un dipendente ogni quattro in uscita. L’immediato futuro, poi, registra altri collocamenti a riposo riducendo ulteriormente la pattuglia comunale. E si parla di 33 pensionamenti entro il 2020 ai quali vanno aggiunti una decina di altri allontanamenti da palazzo Pretorio per ricorsi all’Ape (il prepensionamento) o licenziamenti per cambio di mestiere. Insomma, numeri alla mano la macchina municipale rischia di restare a corto di carburante con conseguenze per i dipendenti, in termini di carichi di lavoro, e per i cittadini-utenti.  
 
Il sindaco Francesco Valduga e l’amministrazione, d’accordo con il direttore generale Mauro Amadori, sta cercando non tanto di tamponare l’emergenza ma di riorganizzare i servizi in modo da non lasciare uffici scoperti. E adesso, per fortuna, è arriva l’attesa riforma della norma provinciale che ha allentato il gioco delle sostituzioni al contagocce (come detto una ogni quattro). La forbice dell’Inps, d’altro canto, ha tolto ad oggi quasi il 13% dei dipendenti e la percentuale, tra un triennio, salirà al 15%. La legge 18 del 29 dicembre scorso, invece, ha ammesso «che con gli eventuali risparmi non utilizzati per le assunzioni i Comuni possono assumere personale di ruolo con concorso, bando di mobilità o per passaggio diretto». 
In piazza del Podestà stanno cercando di mantenere la barra dritta riorganizzando l’attività ma, soprattutto, programmando il presente e il futuro dell’organizzazione. Partendo dai 17 dipendenti non più a libro paga dal 2017. 
Per tamponare l’emergenza di settori strategici rimasti scoperti (come la polizia locale), a palazzo Pretorio si sono fatti due conti e dopo aver compiuto approfondite analisi con tutti i dirigenti sono state individuate alcune figure professionali da coprire con nuovo personale per far fronte, da subito, ad incombenze e necessità prioritariamente per quei servizi che più avevano compromesso l’organico in dotazione.  
 
Per quanto riguarda la polizia locale si è invece optato per una procedura di mobilità per passaggio diretto per la copertura di tre posti di agente e di un funzionario. Sempre attingendo da risorse interne saranno coperti un posto di assistente programmatore per il servizio informatica e un collaboratore amministrativo, un collaboratore tecnico ed un funzionario per il servizio territorio. Il Comune ha poi deciso di attivare l’istituto del comando ottenendo dalla Provincia la disponibilità al trasferimento di due funzionari e dal Comune di Bolzano di un assistente amministrativo.

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