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Rogo doloso nella notte

distrutto un magazzino

della compagnia "I Sarcaioli"

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Fosse successo qualche ora più tardi, la conta dei danni sarebbe stata decisamente più consistente, così come il lavoro dei Vigili del Fuoco che hanno comunque operato un paio d’ore per riportare la situazione in totale sicurezza.

Perché all’interno dell’immobile posto a fianco del cantiere comunale di Riva che ospita i magazzini di diverse associazioni, di materiale che può alimentare il fuoco ce n’è da vendere. Il bilancio parla di un deposito in lamiera completamente distrutto, così come il materiale in esso contenuto, deposito di proprietà della compagnia di teatro dialettale «I Sarcaioli». Sulle cause non vi sono ancora certezze ma la matrice dolosa sembra al momento essere la più accreditata.

L’incendio è avvenuto nella tarda serata di giovedì. L’allarme è arrivato poco prima delle 22. Il fumo e le lingue di fuoco erano visibili anche a notevole distanza.

I primi a giungere sul posto sono stati gli agenti della volante del commissariato di Polizia in servizio di pattugliamento e l’agente Albano Candolfo ha subito cercato di limitare i danni e circoscrivere le fiamme, in attesa dell’arrivo dei pompieri, «sparando» acqua sul fuoco con l’ausilio di una pompa che si trovava sul posto. Il pericolo era che il rogo potesse arrivare al tetto ed estendersi a tutto il capannone che ospita anche i magazzini della Caritas, del Circolo Zanelli e del Comitato Manifestazioni Rivane. Ecco perché la prima cosa che hanno fatto i Vigili del Fuoco volontari di Riva appena giunti sul posto è stato quello di circoscrivere il perimetro e proteggere il tetto. Dopodiché un’altra squadra si è concentrata nello spegnere il «cuore» dell’incendio, la baracca tipo box in lamiera che conteneva materiale cartaceo, legnoso e plastico, sul lato sud del compedio e proprio a fianco del magazzino della Caritas. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco volontari di Riva e l’autobotte dei colleghi di Arco.

Complessivamente il lavoro si è protratto per un paio d’ore, comprese le operazioni di bonifica dell’intera area.

Sulle cause ci sono accertamenti in corso ma al momento l’ipotesi dolosa o quella di qualcuno che inavvertitamente ha lanciato una sigaretta che ha fatto da innesco sembra essere la più plausibile. All’interno della baracca infatti non c’era né corrente elettrica né fornelletti o altre possibili fonti d’innesco. Inoltre il cancello dal quale si accede al compendio l’altra sera era aperto e quindi entrare nell’area era estremamente facile. Sul vicino cantiere comunale non vi sono telecamere che potrebbero aver catturato fotogrammi utili alle indagini, affidate alla Polizia di Stato. E quindi per gli investigatori non sarà facile risalire all’autore o agli autori di un gesto che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

 (Foto Salvi)

 

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