Salta al contenuto principale

Garda: motori elettrici,

"no" alla navigazione

Il tema è tornato in consiglio comunale a Riva con una mozione di Santorum però epurata dei primi due punti. Sì alle colonnine in prossimità dei porti, no a modifiche della legge provinciale che vieta i motori nelle acque trentine del lago

Chiudi

Un incrocio a vela tra un cabinato classe "Meteor" e l'ammiraglia del Garda, il due alberi "Siora Veronica"

Fonte:

Davide Pivetti

Apri

Davide Pivetti

Tempo di lettura: 
! minuto 35 secondi

Un lungo dibattito quello di martedì sera in consiglio comunale a Riva attorno alla proposta di mozione presentata dal consigliere d’opposizione Stefano Santorum sulla «mobilità verde sul lago di Garda», cioè sull’apertura della navigazione ai motori elettrici nelle acque del Garda trentino dove da ormai quasi vent’anni vige un divieto assoluto di navigazione privata a motore (con le sole eccezioni di pescatori, diportisti in entrata e uscita dai porti e attività autorizzate).

Il tema è da anni al centro di interventi, proposte di legge, mozioni e confronti, anche se stenta a riscaldare gli animi dell’opinione pubblica, visto che comunque interessa solo una parte di cittadini e di potenziali turisti.

Da più parti negli ultimi anni è stato chiesto un parziale passo indietro rispetto al divieto totale, proponendo ora fasce orarie di rispetto ora la deroga per particolari categorie di utenti, come appunto chi volesse dotarsi di un motore elettrico.

La mozione di Santorum in origine chiedeva proprio di modificare la legge del 2001 aprendo alla «navigazione elettrica regolamentata». Allo stesso modo proponeva di «consentire ai natanti elettrici la navigazione su tutta l’area del Garda trentino dalle 18.30 alle 2 di notte».

Un’apertura che comunque la maggioranza ha ritenuto eccessiva, al punto da convincere - dopo il dibattito dell’altra sera - il proponente a togliere questi primi due punti dalla mozione arrivando così all’approvazione con voto unanime degli altri punti. Che propondono di «estendere la previsione di installazione di colonnine di ricarica a doppio uso auto-natante nelle prossimità dei porti», e di incentivare il passaggio da propulsioni a combustibile fossile a motori fuori bordo ed entrobordo a propulsione elettrica».

Non solo, si propone anche al trasporto pubblico, ai taxi boat e ai noleggiatori di passare gradualmente alla propulsione elettrica. Infine si chiede di «incentivare i circoli velici nella comunicazione ai propri soci delle possibilità esistenti nel campo della propulsione elettrica, valutando la creazione di regate green».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?