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Bar del casinò di Arco

chiuso per ferie

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No, signori, non si può. Non esiste che, in quella che si vanta di essere una delle capitali internazionali dello sport outdoor, ci si imbatta (o si sbatta?) in un cartello con scritto “Chiuso per ferie”. E invece ad Arco è così. Siamo in agosto, nel pieno del periodo delle vacanze, e due importanti locali del centro hanno deciso che era il momento di chiudere i battenti per concedere a titolari e personale di tirare il fiato. L’uomo della strada si chiede: ma come? Le fortune di questi esercizi sono direttamente proporzionali alla gente che li frequenta e, quando i potenziali clienti aumentano, loro tirano giù la serranda?
La risposta è tecnicamente ineccepibile. L’agosto – ci hanno detto i bene informati – è il mese dove il Bar Casinò guadagna meno. Probabilmente lo stesso discorso vale anche per l’altro locale che, essendo in gestione a privati, è maggiormente sganciato dalle logiche della comunità. Della serie: i miei clienti sono in ferie e in ferie ci vado anch’io. Gli habituè del caffè di mezza mattina vadano altrove. Queste logiche tranchant sono più “facili” da quando non c’è più la cosiddetta “licenza” che attribuiva alle Amministrazioni comunali, che la concedevano, una considerevole voce in capitolo. Però, se appellarsi al buon senso per l’”altro locale” finisce per essere solo un esercizio di bella scrittura, per il Bar Casinò il discorso è (o dovrebbe essere) sostanzialmente diverso. Il locale è in mano all’Amsa, la municipalizzata che gestisce tutte le strutture turistiche comunali, e quindi proprio l’Amsa dovrebbe imporre delle regole a chi decide di affidare la sua conduzione. Questo anche a fronte di numeri inequivocabili, anche se è vero che l’agosto è il mese più fiacco. Primo, perché il guadagno si calcola facendo una media tra il tanto e il poco (altrimenti tutti apriremmo un bar...), secondo (ma non in ordine di importanza), perché l’immagine è una delle componenti fondamentali dell’industria turistica. E imbattersi in un cartello “Chiuso per ferie” non è certo un buon viatico per chi ne ha cura. A Gatteo Mare, Vieste, Realmonte, San Foca e Varigotti - per citare località turistiche meno note - ci sentiamo di scommettere che non c’è un bar in agosto che chiuda prima della mezzanotte, figuriamoci per ferie. Si combatte, si offre, ci si rende appetibili, si cerca di creare una tendenza...
Tutte virtù che non si esaltano quando hai la pancia piena e vivi nel paese di Bengodi dove con i cappuccini dei mesi morti puoi concederti l’ombrellone ad agosto. Un affare in cui si guadagna soltanto del denaro non è un affare, diceva Henry Ford. (Nello Morandi)

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