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Così si rende un parco giochi

davvero per tutti

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Si è molto discusso, nei giorni scorsi ad Arco, sul parco giochi dei Giardini centrali, tra viale delle Magnolie e via Conti d’Arco. Prima l’incidente a un bambino, poi la «bocciatura» dell’altalena, considerata pericolosa.

Sulla vicenda interviene, con questo contributo, «Parchi per Tutti»:

«Questa settimana i cittadini di Arco hanno partecipato ad accese discussioni, protagonista l’altalena per utenti in carrozzina. Questo è il suo nome corretto: “altalena per utenti in carrozzina”, non “altalena inclusiva”.

INCLUSIVO: dall’aggettivo inglese inclusive: “che estende a quanti più soggetti possibili il godimento di un diritto o la partecipazione a un sistema o a un’attività”. Il termine “inclusione” indica letteralmente l’atto di includere un elemento all’interno di un gruppo o di un insieme.

Un’altalena riservata a utenti in carrozzina non può includere tutti. Al massimo può integrare un utente in carrozzina in uno spazio esistente, in un angolino, visto che non potrà in ogni caso utilizzare le altre strutture presenti nel parco o muoversi in autonomia se non son stati predisposti vialetti accessibili.

Se vogliamo parlare di inclusione, quella vera, dobbiamo prendere in considerazione l’intera area giochi; per renderla inclusiva sono necessari diversi accorgimenti perché questo spazio non è composto di sole strutture per il gioco ma di importanti elementi che devono garantire prima di tutto la raggiungibilità e accessibilità a tutti gli utenti.

Tutti devono poter raggiungere l’area con vari mezzi e nei pressi devono essere presenti parcheggi, alcuni dedicati ai disabili. L’elemento più importante di un’area giochi è l’accessibilità ovvero la predisposizione di percorsi lisci e pianeggianti dove transitare in maniera facile e con il minimo sforzo; il transito deve essere garantito a tutti gli utenti con ridotta capacità motoria e alle persone cieche o ipovedenti, (terra battuta e ghiaia non sono facilmente percorribili da utenti affetti da malattie che colpiscono i muscoli)

Sono utili mappe tattili in lingua italiana, con colori ad alto contrasto, in rilievo e in Braille. Un’area gioco inclusiva è uno spazio dove tutti bambini devono trovare strutture gioco da utilizzare insieme ai loro amici. Non è inclusione giocare in un angolo su un’altalena riservata, e pericolosa, mentre gli altri bambini stanno dall’altra parte del parco su altre strutture.

Le aree gioco inclusive in Italia sono poco conosciute ma esistono alcuni buoni esempi realizzati in diverse città italiane dove sono installate strutture gioco utilizzabili contemporaneamente da “bambini normodotati” e “bambini con disabilità”;  esistono altri giochi su cui un bambino in carrozzina può salire insieme con la carrozzina come la giostra girevole, per fare un esempio, ed esistono giochi che non necessitano di trasferimento come sabbiere, piste per biglie o giochi d’acqua rialzati. E non dimenticate che non tutti i bambini con disabilità usano una carrozzina! Neppure quelli con disabilità motoria: alcuni sono in grado di camminare, magari con difficoltà, e per loro è sufficiente un’altalena dotata di schienale o una a cestone su cui salire insieme a un amico.

Quello che ci interessa di più però non sono le strutture gioco ma riflettere sull’inclusione.  
Il bambino o adulto con disabilità non è un poverino o uno sfortunato; fino a quando verrà descritto come tale nella nostra mente resterà un essere inferiore a noi, è stato etichettato come una persona bisognosa di attenzioni particolari, di un gioco speciale che state difendendo con rabbia, insulti e accuse al fine di stabilire di chi sia la colpa della rimozione. La linea di confine è sottilissima, bisogna provare a mettersi in gioco e ammettere che non si è mai sentito parlare di aree gioco inclusive e quindi si è a digiuno dell’argomento. Quando si pensa al gioco per il disabile, sulla testa delle persone appare una nuvoletta con l’immagine di un’altalena per utenti in carrozzina. Rompete quell’immagine e pensate più in grande: esistono tanti altri giochi e la possibilità di rendere l’area giochi fruibile da tutti».

Parchi per Tutti - Claudia Protti & Raffaella Bedetti

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