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Garda Jazz Festival

Stasera c'è Uri Caine

 

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È affidata ad un fuoriclasse del jazz come il pianista americano Uri Caine la chiusura del Garda Jazz Festival 2017. L’appuntamento con l’Uri Caine Trio è quello di stasera, sabato 12 agosto, alle 21, al Palazzo dei Congressi di Riva del Garda con una line up che accanto al pianista comprende Mark Helias al contrabbasso e Clarence Penn alla batteria.

Uri Caine è parte di quell’olimpo di artisti che rappresentano la bellezza in senso universale e assoluto. È ampiamente nota la sua straordinaria capacità di creare e ricreare richiamando a pagine storiche della musica classica e della tradizione ebraica e allo stesso tempo di tuffarsi nella splendida contemporaneità statunitense, doti che gli permettono di dialogare anche con la tradizione permettendogli di offrire momenti di immensa bellezza e intensità mainstream.

Il tentativo di inquadrare Uri Caine in un determinato filone estetico risulta vanificato dalla poliedricità della sua scrittura musicale. Quest’ultima è dettata da una molteplicità di interessi tale da porre Caine a proprio agio sia con la rivisitazione di intere pagine della storia della musica classica, sia con la tradizione ebraica, per poi soggiornare nella contemporaneità della scena creativa statunitense. Con uno sguardo che ruota a 360° sul mondo musicale, Uri Caine è pianista originale anche quando dialoga con la tradizione al punto da offrire capitoli di struggente mainstream.  Con venticinque album all’attivo, innumerevoli e prestigiose collaborazioni con protagonisti del jazz e della musica classica internazionale e svariati premi, è naturale iscrivere questo artista tra le figure che hanno contribuito maggiormente ad ampliare e ridefinire il linguaggio jazzistico degli ultimi trent’anni.

ll bassista e compositore Mark Helias con il suo Open Loose Trio completato da Tony Malaby e Tom Rainey, è tra i musicisti più apprezzati dell’attuale scena newyorchese. Da un incipit nel quartetto di Anthony Braxton, Helias vanta ad oggi dodici album in qualità di leader ed una serie di collaborazioni a fianco di mostri sacri del jazz come Don Cherry e Cecil Taylor. Clarence Penn non è solamente uno dei batteristi jazz più richiesti, ma è anche leader, prolifico compositore e didatta. Dal suo approdo a New York, nel 1991, Penn ha posto la propria verve, l’intelletto acuto e l’inebriante musicalità al servizio di uno sbalorditivo elenco di artisti di prima fascia tra i quali Wynton Marsalis, Richard Galliano e Maria Schneider.

 

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