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Arco, incertezze sul punto nascite

Cauto ottimismo del sindaco Betta

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La recente chiusura del punto nascite dell’ospedale di Tione ha inevitabilmente posto il quesito: quale sarà il futuro del presidio ospedaliero di Arco e del relativo punto nascite? La sorte sarà la medesima?

Tra voci di corridoio che riportano probabili chiusure in autunno - ad oggi infondate -  interviene, per fare un po’ di chiarezza sul tema, il sindaco Alessandro Betta che illustra il quadro della situazione attuale.

Le prossime settimane potrebbero essere molto importanti per definire gli sviluppi futuri, in attesa di indicazioni precise da parte del Ministero: «Attendiamo qualche notizia certa da Roma. La grande novità è stata certamente la chiusura del punto nascite di Tione, che inevitabilmente ha un certo riverbero su tutti gli altri ospedali della rete trentina. Quanto accaduto a Tione è certamente significativo».

L’assessore provinciale alla sanità Luca Zeni sarà ospite del consiglio della salute della Comunità di Valle nelle prossime settimane: «È previsto un incontro in Comunità. - conferma Betta - La conferenza dei sindaci ha chiesto al sottoscritto di essere il referente sul tema sanitario e di tenere i contatti con l’assessore Zeni».

Da parte del sindaco filtra un cauto ottimismo sul futuro del presidio ospedaliero altogardesano: «Siamo ovviamente preoccupati per le risorse in continua contrazione. Ritengo il nostro ospedale molto importante dato il bacino di utenza di 50 mila persone. È un presidio che che deve avere una sua funzionalità, a maggior ragione se consideriamo la grande affluenza di turisti nel nostro territorio. Personalmente sono positivo, però va detto che l’assessore Zeni ha una partita non semplice da affrontare. Quello che deve essere ben chiaro è il modello sanitario che si vuole adottare. Sono tutto sommato ottimista».

La sanità sarà al centro della discussione nella prossima seduta del Consorzio delle autonomie locali. «Il sistema sanitario trentino oggi è un’eccellenza ma in un’ottica futura appare non sostenibile economicamente. Valuteremo anche questo. Il 18 maggio incontrerò l’assessore Zeni e sarà senz’altro un’occasione importante dove ragionare e discutere del futuro del nostro presidio ospedaliero, punto nascite compreso. Intanto il Centro provinciale per la procreazione medicalmente assistita è salvo e non si tocca».

Nel frattempo le opposizioni pensano ad allestire un presidio. «Ci stiamo organizzando - afferma il consigliere del Movimento 5 stelle Giovanni Rullo - non solo come movimento, ma un presidio davanti all’ospedale aperto a tutti, vogliamo mobilitare i cittadini. Da parte delle amministrazioni c’è una sorta di muro di gomma da cui non trapela nulla, hanno ignorato la richiesta firmata da 23 consiglieri di organizzare un nuovo consiglio aperto con l’assessore Zeni. Non ci hanno nemmeno risposto nel merito e questo davvero la dice lunga. Le amministrazioni si stanno completamente disinteressando del problema».

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