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Pergine: per i cacciatori,

è lotta serrata al cinghiale:

42 abbattuti in un anno

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Continua l'impegno dei cacciatori perginesi nel contenimento e selezione dei cinghiali, specie faunistica non autoctona e spesso responsabile di danni ad agricoltura, sottobosco e aree naturali. 
È stata incentrata in particolare propri su questo tema l'assemblea annuale della sezione comunale cacciatori di Pergine (120 soci, uno in più del 2018) tenuta venerdì sera nella sala del centro servizi di viale dell'industria alla presenza del rettore Giuliano Andreatta e del vicepresidente provinciale Matteo Rensi.
Come ricordato dal rettore Andreatta sono 74 i cacciatori perginesi in possesso del patentino provinciale per la caccia al cinghiale che nel periodo maggio-giugno hanno dato vita a 620 uscite e ad altre 875 nel periodo agosto-dicembre: ben 1.495 in totale e oltre 200 in più del 2017 quando erano 1.280). Ciò ha portato alla cattura di 28 esemplari in primavera e 14 nel secondo periodo dell'anno, per un totale di 42 capi (10 in più del 2017, e 26 in più del 2016). «In genere si tratta esemplari adulti, tre dei capi catturati pesavano oltre 108 kg e tanti erano sopra i 70 kg, che dimostra il radicamento e la crescita del cinghiale, con possibili rischi per agricoltura, alpeggio e silvicoltura - ha spiegato il rettore Andreatta - se due terzi sono stati catturarti sulle pendici della Marzola e a destra della statale n. 47 della Valsugana, un terzo sono stati abbattuti nella nuova zona alle pendici della Panarotta ed in località Compet (erano stati 7 nel 2017). Una diffusione del cinghiale che si sta allargando a tutta l'Alta e Bassa Valsugana, territorio nel quale ci soo state in totale 165 catture, ma la nostra sezione con 42 capi abbattuti resta in prima fila nel selezionare e limitare la diffusione di questa specie non autoctona».
Lo stesso vicepresidente provinciale Matteo Rensi ha ricordato come il servizio provinciale foreste e fauna stia sostenendo attivamente la caccia al cinghiale, togliendo ora la tassa annuale di 10 euro per ogni cacciatore (destinata al fondo danni) e non richiedendo più il rinnovo annuale del particolare patentino, riducendo inoltre i temi per consentire delle battute straordinarie in caso di danni a colture o boschi.
Dopo l'aumento di 30 euro applicato nella passata stagione venatoria sono state confermate le quote sociali per il 2019 (363 euro per i cacciatori con cane, 353 euro senza cane e 286 euro per chi ha un'assicurazione propria) ricordando le catture di ungulati avvenute nel 2018 (nel nuovo anno non aumenterà la dotazione di selvaggina). 
«In quest'ultima stagione venatoria non si sono registrati incidenti o particolari infrazioni - ha precisato il rettore Andreatta - tutti i capi di ungulati assegnati sono stati abbattuti con la cattura di 44 caprioli (35 maschi e 9 femmine), un camoscio yearling (superiore all'anno di età) e due cervi maschi adulti e tre più piccoli». 
A preoccupare è stato il ritrovamento di 11 animali investiti da vetture e mezzi agricoli, tra questi anche due cervi, e il rinvenimento di altre trenta carcasse di animali uccisi da predatori o dai rigori dell'inverno. 
Appuntamento da non perdere per i cacciatori perginesi l'attesa mostra di trofei prevista quest'anno nella palestra di Sant'Orsola Terme nell'ultimo fine settimana di aprile, quello che va dal 25 al 28, con la valutazione dei trofei prevista per il 7-8 marzo, sempre a Sant'Orsola.

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