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Commercio in centro

Scompaiono i negozi

Via Crivelli, più serrande abbassate che aperte

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Quanti si dovessero trovare a girare per il centro storico di Pergine, fra le sue vie un tempo fulcro della vita commerciale della città, in questi ultimi mesi si troverebbe davvero sconsolato: nulla di quel fervore di un tempo è rimasto, nessuna attività commerciale che apre i battenti, anzi. In poco più di un mese, fra via Pennella, via Roma e via Crivelli, i negozi ad aver abbassato le serrande sono ben 7. Un trend negativo preoccupante, anche per quei commercianti «storici» che popolano le vie centrali di Pergine.
 
Andando con ordine quindi, un bar in via Pennella e un outlet di vestiti in via Roma hanno cessato la loro attività, ma è in via Crivelli che si riscontra il maggior livello di chiusure, tutte più o meno nello stesso periodo: un negozio di pane e prodotti tipici all’angolo con piazza Municipio, un negozio di intimo da donna, un negozio di articoli invernali, un negozio dell’usato per bambini, un negozio di articoli sportivi, poi «trasformato» in negozio di bevande, durato solo pochi mesi.
 
Tutti con serrande chiuse, spazi desolatamente vuoti, carta da pacchi sulle vetrine.
Questa sorta di «bollettino di guerra» è tristemente sotto gli occhi di tutti i cittadini, ma anche e soprattutto di quei commercianti «resilienti», storici, che ormai da decenni, forse anche grazie alla clientela fidelizzata, resistono e tengono aperto nonostante la crisi, che ancora si fa sentire, e nonostante anche gli affitti, spesso troppo alti per farvi fronte assieme alle spese di gestione per chi si appresta ad avviare una nuova attività.
 
Se si tiene conto poi dei locali già chiusi presenti su via Crivelli (lo spazio ex Baratto e quello della gioielleria), si possono contare davvero sulle dita di una mano le attività ancora attive.
«Già oggi - confida la titolare di un negozio di via Crivelli - è desolante percorrere questa via e vedere negozi che aprono e in poco tempo chiudono, perché è sintomo che qualcosa è cambiato o qualcosa non va. È ancora più desolante, però, pensare da qui a qualche mese, quando farà buio presto, e immaginare questa via illuminata solo dai lampioni e non dalle insegne e dai negozi aperti».
 
«C’è il rischio - sottolinea un’altra titolare di negozio - che il nostro centro storico muoia se le chiusure continuano in questo modo, se non resterà più una bottega nel senso letterale del termine, ma solo bar. Certo è che non è facile risolvere una questione delicata come questa. Dobbiamo chiederci come mai le persone vadano di più al centro commerciale che qui in centro, perché tutto non è più così appetibile come un tempo».
 
Forse però in tutto questo scoramento una nota positiva c’è: le voci fra i commercianti del centro si stanno facendo insistenti e vogliono che nei locali che fino all’anno scorso ospitavano la gioielleria Sittoni (chiusa per pensionamento dei titolari) ospiterà un nuovo negozio di accessori per la casa: una boccata d’aria fresca, se la notizia verrà confermata, con gli auguri di lunga permanenza in centro storico.

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