Petri: «Ridiamo l'acqua al Fersina» Parte la petizione su Change.org

di Daniele Ferrari

«Ridiamo l’acqua al Fersina». Questo il titolo della petizione lanciata sul sito internet Change.org da Simone Petri, giovane naturalista e agricoltore biologico di Zivignago.

«Da anni il torrente Fersina, che rappresenta l’omonima valle e la città di Pergine, non gode di buona salute - si legge nelle prime righe della petizione, che ha già raccolto una cinquantina di adesioni ed è e diretta in primis alla Comunità Alta Valsugana e Bersntol - il problema è noto ai tecnici, ai politici, alla Provincia e all’Associazione pescatori. Una situazione ben evidente anche a chi porta a passeggio il cane lungo il torrente, ai perginesi che transitano in macchina sui ponti, e si rammaricano nel vederlo in queste condizioni. Manca l’acqua e non vogliamo più sentire nessuna scusa. Colpa degli agricoltori! Colpa della siccità! La vera responsabilità è di chi sta zitto o di chi si lamenta senza intervenire».

Una situazione denunciata, a seguito di ripetute secche e improvvisi rilasci, anche dall’Associazione Pescatori Fersina e Alto Brenta ancora nell’estate 2015, ma che non appare risolta.
«Il bacino imbrifero del Fersina, pur di notevole portata, è caratterizzato da una serie di derivazioni per utilizzi diversi (idroelettrico, agricolo, privato) - spiega il naturalista ed ittiologo Lorenzo Betti, attento conoscitore di laghi e torrenti dell’Alta Valsugana -. L’entrata in vigore della normativa provinciale sul rilascio minimo vitale a partire da gennaio 2017 avrebbe dovuto garantire maggiori controlli e coordinamento.
Prevedere una soglia minima di 2 litri/secondo a Kmq è solo un primo passo (in alcuni casi insufficiente, viste le caratteristiche del corso d’acqua), per evitare secche o rilasci improvvisi, egualmente dannosi per l’ecosistema naturale e la fauna ittica. Serve un maggiore coordinamento tra tutti i soggetti che utilizzano in vario modo l’acqua del Fersina. Una presa di coscienza collettiva che tuteli il torrente simbolo della terza città del Trentino, avviando il risparmio e utilizzo responsabile della risorsa acqua anche in campo agricolo, con il tanto atteso sistema di irrigazione a goccia (sino ad ora sempre rinviato nelle campagne perginesi)».

Da qui l’avvio di una raccolta di firme, visto che la poca neve caduta sin qui nell’inverno 2016-17 non garantisce un adeguato «serbatoio naturale» in quota, mentre «l’accumulo nel bacino della centrale idroelettrica - si legge nella petizione - compromette l’ecosistema, il paesaggio e il torrente in ogni sua forma».

«Una petizione per certi aspetti simbolica, - spiega il promotore Simone Petri - ma tale da testare definitivamente se c’è un interesse concreto a livello politico e tecnico a risolvere una situazione deprimente per l’ambiente e per i cittadini, durata fin troppo. L’acqua del Fersina è il simbolo vero di Pergine: ha fatto nascere le prime attività artigianali, lo ha sconvolto con le piene, ha permesso agli agricoltori di crescere, garantendo divertimento e refrigerio ai cittadini».

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