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Ecco i tracciati preliminari

della ciclabile Trento-Pergine

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La Provincia si sta orientando verso un riutilizzo in sicurezza della strada dei Crozi (l’ex statale) per completare la ciclabile della Valsugana fino a Trento. Il tratto consentirebbe, di fatto, un collegamento sicuro e turisticamente molto appetibile tra il Nord Europa e l’Adriatico, colmando il «gap» che ora costringe i ciclisti a salire sul treno o a percorrere la strada dei Forti tra Cognola e Civezzano.

Sul tracciato allo studio, che prevede un costo di 1 milione e 400 mila euro, sono al lavoro i tecnici del Dipartimento Infrastrutture e Mobilità: i fondi sono stati stanziati alla fine del 2015 con una delibera di giunta e nel 2018 dovrebbe essere possibile aprire i cantieri.

Le due ipotesi su cui gli ingegneri provinciali stanno lavorando prevedono che tra Ponte Alto e la strada dei Crozi, ora chiusa al traffico, il collegamento avvenga con un sottopasso alla statale 47, passando sotto la spalla del ponte; l’alternativa è invece quella di salire a San Donà per poi usare la viabilità esistente per scendere a Trento.

Ma prima di questo tratto, bisogna congiungere il nuovo pezzo lungo 610 metri tra la ciclabile sul lago di Caldonazzo e viale delle Nazioni Unite a Canale di Pergine, aperto da 15 giorni. E qui le idee sono già chiare, con un cronoprogramma che indica la fine del 2016 per l’approvazione dei progetti esecutivi, il 2017 per l’assegnazione degli appalti e il 2017-2018 per l’esecuzione delle opere che complessivamente dovrebbero costare 2.580.000 euro, già stanziati. In tutto, insomma, la spesa per collegare Pergine a Trento sarà di quasi 4 milioni di euro.

Ecco dunque come si svilupperà il percorso tra la stazione ferroviaria di S. Cristoforo-Canale (nuovo punto di imbarco e sbarco delle bici sui treni), dove arriva per ora la ciclabile, e la strada dei Crozi.

Il progetto delineato negli uffici provinciali prevede che, attraversato viale delle Nazioni Unite, la ciclabile corra ancora lungo la ferrovia fino alla cabina Enel di via dell’Angi.

Da qui, per questa strada a basso traffico, i ciclisti raggiungeranno il bivio per Susà, attraversato il quale imboccheranno la strada che costeggia la statale passando per la floricoltura TrentinoPlant fino al bivio di Costasavina. Di qui, si prevede il raccordo con via Cimirlo, in direzione di Roncogno. Poi, svolta a destra lungo via Maoro dove si tenterà di collegare la ciclabile alla stazione intermodale modificando il sottopasso esistente, ora pedonale.

Chi vorrà continuare in sella, percorrerà invece ancora via Maoro verso Roncogno, sbucando su via del Raòt. Prima che la strada inizi a salire verso la frazione, in corrispondenza della curva verso sinistra, sarà costruito un nuovo tratto ciclabile che si collegherà con la strada esistente fino al Fersina.

A quel punto, il torrente sarà attraversato con un ponte, a valle della cava Corona, e in destra Fersina sarà poi realizzato il collegamento verso Ponte Regio, con la ciclabile che va in Val dei Mocheni. Oltre la passerella, dietro la cava, si proseguirà invece fino all’altezza del Molino Pontalti, alle Sille, e da qui sarà realizzato un collegamento con la rotatoria delle Sille, in modo da offrire un raccordo a chi arriva in bici dalla Val di Cembra e da Civezzano.

Dal Molino Pontalti, invece, si continuerà in direzione Trento a valle delle case e costeggiando il rio Sille, che poi sarà superato, così come il rio Farinella, con due ponti per garantire anche il collegamento con Civezzano e la strada dei Forti.
Dal rio Farinella, il progetto prevede poi di arrivare fino alla omonima galleria,costeggiando la seconda cava: da questo punto, si salirà quindi fino alla strada dei Crozi ora chiusa, mettendola in sicurezza per un tratto di 2 km. Poi, spazio alle opere previste per il raccordo con Ponte Alto di cui si è parlato all’inizio.

Un ultimo interessante tassello (ma per ora si tratta solo di uno studio di fattibilità) prevede che sulla ex statale 47, dalla galleria di Ponte Alto fino all’imbocco a valle della galleria di Martignano, sia ricavata una corsia ciclabile per chi proviene da o è diretto a nord, chiudendo così completamente il giro.

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