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Ubriaca alla guida dell'auto

travolge un anziano

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Una ragazza di 25 anni di Ville d’Anaunia, ubriaca, ha provocato un incidente che ha mandato in ospedale un uomo di 70 anni provocandogli una forte contusione al costato. Per lei patente ritirata e, se la prognosi del ferito dovesse superare i 40 giorni, anche l’accusa di lesioni stradali gravi per la quale è prevista una pena che va dai 3 ai 5 anni.

La ragazza non può certo dire di aver bevuto solo una birra perché quando i carabinieri l’hanno fermato aveva un tasso alcolemico quasi cinque volte superiore a quello tollerato. L’etilometro dell’equipaggio dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Cles ha infatti segnalato 2,30 grammi per litro. La sua fortuna (e fortuna degli altri automobilisti) è stata che la pattuglia si trovava proprio dietro la sua vettura e i militari hanno notato la sua guida non proprio perfetta. Nel centro abitato di Cles, in via Trento, prima ha invaso la corsia opposta e poi si è scontrata frontalmente contro l’utilitaria condotta da un 70enne.

Purtroppo i militari non sono riusciti a fermarla in tempo.  Proprio quando si stavano adoperando per bloccarla e verificare le condizioni psicofisiche della conducente del veicolo si è verificato lo scontro. Dopo le prime cure sul posto il ferito è stato portato all’ospedale di Cles dove l’uomo è stato ricoverato in osservazione. Non è in pericolo di vita, ma ha riportato un trauma allo sterno che potrebbero comportare tempi di guarigione piuttosto lunghi.

Per questo, qualora la prognosi dovesse superare i 40 giorni, cosa piuttosto verosimile, la donna dovrebbe rispondere di lesioni stradali gravi. All’automobilista ubriaca, nel frattempo, è stata ritirata la patente, documento che potrà essere sospeso per un periodo minimo di un anno (qualora condannata per il reato di cui si è detto, la patente verrebbe revocata).
Quello di sabato è il quinto ritiro di patente per guida in stato di ebbrezza eseguito dai Carabinieri della Compagnia di Cles negli ultimi 15 giorni. Un fenomeno preoccupante che, come dimostrato, riguarda indistintamente uomini e donne, giovani e anziani.

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