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Automobile speronata dall'orso 

alla Rocchetta, il racconto: «mi correva di fianco»

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Un’auto “speronata” da un orso: è successo mercoledì sera lungo la statale 43 della valle di Non all’altezza di Maso Milano, nei pressi del viadotto sul torrente Sporeggio.
Protagonista suo malgrado della vicenda, una giovane originaria della valle di Non, che verso le 21 stava rincasando nel capoluogo dopo aver fatto visita ai genitori.
La ragazza, Tania Dalpiaz, ha dapprima visto una sagoma scura correrle incontro, per poi vederla affiancare la sua auto per qualche istante. A quel punto ha sentito l’animale sbattere più volte contro la fiancata destra della sua Renault Clio, fino a danneggiarla prima che la ragazza riuscisse ad allontanarsi spaventata.

I sospetti che il suo potesse essere stato un «incontro ravvicinato» con l’orso, Tania l’ha avuto fin da subito, in base al poco che aveva potuto scorgere di quella sagoma grazie ai fari dell’auto.
Le conferme sono arrivate dopo l’intervento degli uomini della forestale e dei carabinieri della compagnia di Cles, oltre che dei vigili del fuoco volontari del posto. Sì, in base alle tracce trovate, quello finito contro la Clio è stato un orso.
Alcune di queste tracce, Tania le ha potute anche toccare con mano: «Controllando i danni alla parte della carrozzeria tra la portiera del lato passeggero e la ruota anteriore, oltre che alle plastiche del partaurti anteriore, ho trovato dei ciuffi di pelo rimasti impigliati. Dopo aver chiamato il 112, chi è intervenuto mi ha detto che erano senz’altro di un orso. E che hanno trovato altre tracce anche sull’asfalto, nel tratto in cui è avvenuto lo scontro».

Un contatto prolungato, più che altro, come spiega la stessa Tania Dalpiaz: «È successo tutto mentre uscivo dalla curva sul ponte, scendendo verso la Rocchetta. Ho notato sulla destra una sagoma scura, marrone, nel buio. Prima l’ho vista correre verso di me, poi affiancarmi, sul lato del passeggero. Era grosso e correva, procedendo alla mia stessa velocità: ad occhio sarà stato due terzi della mia Clio, come stazza. Di colpo ha iniziato a sbattere contro la fiancata: ho cercato di spostarmi, per fortuna non stava salendo nessuno nella direzione opposta alla mia, poi all’ennesima spinta ho controsterzato, a quel punto si è fermato e io ho proseguito, ero spaventata. Mi sono fermata nel parcheggio della Rocchetta per controllare la macchina ed ho chiamato il 112. Lo specchietto era spinto verso l’interno e tutto rotto, le ammaccature sulla portiera anteriore e in parte sulla posteriore erano evidenti. E poi ho trovato un pezzo in cui era rimasto impigliato del pelo: l’ho subito fatto vedere a chi è intervenuto. Mi hanno subito detto che assieme alle altre tracce, potevano lasciar pensare ad un orso. Di certo la sagoma che ho visto era quella di un animale che correva carponi, non sembrava avesse zampe slanciate come un cervo». Ieri la conferma, giunta anche da parte dei carabinieri della compagnia di Cles: l’incontro di Tania è stato con un orso. L’animale, che non sembra possa aver riportato ferite data l’assenza di tracce di sangue, si è allontanato facendo perdere le proprie tracce. 

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