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Suicidi, alle Giudicarie  un triste primato

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disagioPONTE ARCHE - Parere unanime: la serata (la prima del genere, almeno in terra giudicariese) sul suicidio ha suscitato grande interesse. La riprova? Le sedie della sala riunioni del Grand Hotel Terme, a Ponte Arche, erano tutte occupate. E al termine di un incontro durato quasi tre ore l'impressione era quella di una manifestazione riuscita, con il proposito (venuto dall'assessore Luigi Olivieri ) di riproporla in altri ambiti del territorio. Soddisfatti gli organizzatori («Officina dei Sogni» e «Trentino Book Festival») per una scommessa vinta: non è semplice parlare di suicidio senza cadere nella retorica o sgranare il rosario delle tragedie con relativi perché.

La formula dell'incontro e i relatori hanno evitato rischi di questo genere. Intanto non solo relazioni. Pietro Amorth di Stenico (che ha giocato la scommessa in prima persona) ha costruito, per esempio, un cortometraggio di grande impatto emotivo (colonna sonora del gruppo locale «Fire Slimm»), immaginando gli ultimi momenti di un alieno, mentre decide di farla finita gettandosi dal ponte dei Servi, teatro classico di suicidi. «Ponte di speranza», recitava il titolo dell'incontro.

Spina dorsale dell'incontro, le relazioni, tutte di spessore: della psichiatra Wilma Di Napoli (responsabile del reparto ospedaliero di Trento), della psicologa Federica Mattarei (responsabile del progetto «Invito alla vita» promosso dall'Azienda provinciale servizi sanitari), di Dario Pangrazzi (da 30 anni volontario e facilitatore del Gruppo Ama familiari e superstiti volontari della linea telefonica del progetto «Invito alla vita») e di Luigi Olivieri (assessore alle politiche sociali e della salute della Comunità di valle).

Alcuni moniti. Primo: non c'è diretta correlazione fra suicidio e malattia psichiatrica. Molti e complessi sono i motivi che spingono una persona a farla finita. Secondo: un invito ai mass media a non trattare i suicidi con il gusto dello scoop, della strumentalizzazione politica o romanzando il gesto tanto da indurre emulazione. Terzo monito: devono muoversi le istituzioni, ma la prima a farsi carico del problema deve essere la società civile.

In Trentino c'è una linea telefonica (un numero verde) gestita da volontari che, nonostante sia poco conosciuta, dal 2009 a oggi ha ricevuto qualcosa come 8.000 chiamate. E Paolo (uno dei volontari) ha raccontato le sue sensazioni, mentre Federica Mattarei ha invitato a partecipare, perché di volontari c'è sempre bisogno.

Secondo i dati forniti da Wilma Di Napoli, il rapporto maschi femmine nei suicidi riusciti è di 4-1 per i primi, mentre per quelli tentati è di 10-1 per le donne. Il problema investe anzitutto i maschi anziani over 75, mentre per i trentenni è la seconda causa di morte.
Il fenomeno suicidio in Trentino colpisce prima di tutto la Val di Non, seguita dalle Giudicarie. Nella Val di Sole (per la quale erano stati lanciati allarmi pesanti negli anni scorsi) il fenomeno è in regresso: non è un caso che proprio in quella valle si stia lavorando fra istituzioni e volontari.

Serata intensa, con qualche buco. C'erano un sindaco, tre assessori e qualche consigliere comunale. Notata l'assenza di assistenti sociali e medici. Visto il tema...

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