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Rogo al capanno, vigile del fuoco

assolto in appello

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L’accusa - pesantissima per un pompiere - di aver dato fuoco ad un deposito agricolo, si è sbriciolata in corte d’appello. Per Thomas Ferrari, ventenne vigile del fuoco volontario di Roveré della Luna, ieri è arrivata l’assoluzione «per non aver commesso il fatto». Si volta pagine, dunque, a due anni dall’imputazione per incendio doloso nell’ambito delle indagini sul piromane di Roveré e sui cinque roghi dolosi che avvennero nella zona.

Tre gli episodi contestati a Ferrari, ma al processo di primo grado il pompiere venne assolto dai due più gravi, perché riguardavano abitazioni, del 2 agosto 2016 (quando un’anziana donna rischiò di morire, ma venne salvata da un coraggioso cittadino romeno) e del 16 ottobre del 2016 quando le fiamme avvolsero una casa abbandonata. Venne invece ritenuto responsabile dell’incendio ad un capanno avvenuto nel febbraio 2017 e per questo episodio condannato in abbreviato a due anni con sospensione condizionale della pena.

Alla sentenza di primo grado avevano fatto appello sia il difensore di Ferrari, l’avvocato Filippo Fedrizzi, sia il pm Pasquale Profiti. Ieri in aula è stato evidenziato dalla difesa che mancano perizie per almeno due episodi e che le indagini rimangono aperte coinvolgendo altri soggetti.

La sentenza è arrivata nel tardo pomeriggio: Ferrari assolto. L’appello ha cancellato anche l’ultima ombra rimasta sull’operato del volontario, che si è sempre dichiarato innocente e che ha preferito affrontare il processo piuttosto che patteggiare la pena. Nei suoi confronti non è mai mancato l’appoggio del paese e dei suoi colleghi pompieri. In suo favore, nel processo di primo grado, avevano pesato le deposizioni rese dagli altri vigili del fuoco che, a partire del comandante, avevano detto di non aver mai rilevato comportamenti anomali e desiderio di protagonismo da parte del giovane pompiere.

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