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Lavis, colpì il vigile urbano

con una testata: conto salato

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La testata di Zidane a Materazzi nella finale mondiale Italia-Francia del 2006 gli era valsa il cartellino rosso. In questo caso, quella assestata da un commerciante ad un vigile urbano (questa almeno è l’accusa), rischia di costargli davvero cara. Per l’esattezza 16.250 euro di multa: a tanto ammonta il decreto penale di condanna notificato all’esercente per lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Un decreto al quale l’uomo, difeso dagli avvocato Valentina Tomio e Stefano Dalsoss, potrebbe però opporsi, anche perché la sua versione dei fatti è diversa da quella dell’agente colpito, che aveva riportato ferite giudicate guaribili in tre giorni.

La vicenda approdata in tribunale risale al 28 marzo 2015 ed è successa a Lavis. Al centro della lite, poi evidentemente degenerata, la multa fatta ad un automobilista, che l’esercente avrebbe cercato di difendere.
Ma andiamo con ordine. Tutto si era svolto poco dopo le 8 quando l’automobilista era giunto in via Carlo Sette per acquisti. Sicuro di impiegare poco tempo, aveva ignorato il divieto di sosta che era stato disposto nel piazzale di fronte agli esercizi commerciali, dove si trovavano già alcune giostre, montate in occasione della «Lazzera». L’agente, al quale il conducente aveva chiesto di poter lasciare l’auto per qualche momento, lo aveva però invitato a parcheggiare in modo regolare.
Ma terminati gli acquisti, secondo il racconto dell’agente, l’uomo aveva coperto un tratto di strada contromano per caricare in auto la merce. A quel punto il vigile del corpo della polizia locale della Rotaliana Königsberg, rilevata l’infrazione commessa, dopo una concitata discussione con l’automobilista, stava per redigere il verbale: una sanzione di 80 euro.

Ed è a questo punto che sarebbe entrato in scena il commerciante, che si era prodigato in un’accorata difesa dell’anziano multato, spiegando che stava già andando via e che non era necessario multarlo. Un appello che, secondo il racconto dell’esercente, era stato ignorato. A quel punto il commerciante avrebbe perso le staffe. Come spesso accade in questi casi la versione del vigile e quella dell’esercente non collimano, ma evidentemente la procura ha ritenuto che fosse chiara la responsabilità dell’uomo.
Secondo il commerciante l’agente avrebbe abbozzato un accenno di «testata», di fronte alla quale lui non ci avrebbe più visto. «Il commerciante è uscito dal negozio, ha chiesto a me e al mio collega cosa stavamo facendo, mi è arrivato così vicino alla faccia che il suo naso toccava il mio - aveva invece raccontato l’agente - Mi ha dato due testate ed è nata una colluttazione. Tutti e due siamo finiti a terra e le persone che erano in negozio sono uscite e ci hanno diviso».

Medicato al pronto soccorso dell’ospedale Santa Chiara per una lacerazione interna al labbro superiore e un trauma alla schiena, l’agente aveva riportato una prognosi di guarigione di tre giorni. Il commerciante aveva rimediato una denuncia e deve rispondere di lesioni aggravate dalla finalità di commettere il reato di resistenza a pubblico ufficiale e perché realizzate in danno di un agente che adempiva le sue funzioni.

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