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Il Parco Adamello Brenta

cerca uno sponsor per le divise

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L’avviso è online: se qualche azienda che produce abbigliamento da montagna o è disposta ad acquistarne un quantitativo importante e marchiarlo, volesse diventare partner ufficiale del Parco Adamello Brenta non ha da fare altro che fornire all’ente con sede a Strembo e un territorio di 620,51 kmq, la più vasta area protetta del Trentino e una delle più ampie delle Alpi, 90 t-shirt da donna e 105 da uomo, 65 paia di pantaloni da trekking estivi e altrettanti da mezza stagione, oltre a 65 pile con zip, 30 piumini impermeabili e 65 cappellini con visiera. 
In cambio, per cinque anni, il suo marchio sarà orgogliosamente esibito dagli addetti alla gestione delle Case del Parco, da chi si occupa dei servizi mobilità e del traffico veicolare nelle principali vallate comprese nel territorio dell’ente. Sarà anche stampato su tutti i prodotti editoriali, nelle bacheche reali e virtuali, sul retro della ParcoKey consegnata agli ospiti che soggiornano nelle struttura ricettive attestate con il Marchio Qualità Parco, sarà esposto nelle Case del Parco. 
Insomma, il Parco Adamello Brenta e l’azienda che fornirà le divise diventeranno fratelli inseparabili, almeno dal punto di vista dell’immagine, per un quinquennio.
Una fratellanza intensa e costante, che richiede anche una certa condivisione di valori visto che tanto tempo si trascorrerà assieme: così non basta fornire vestiti di qualità, serve anche avere una certa reputazione che non danneggi o crei potenziali conflitti di interesse per l’ente parco. Insomma bisogna essere ambientalisti, in qualche modo, montanari, rimanere abbagliati dalla bellezza delle Dolomiti e saper sprofondare beati nel silenzio dei boschi, apprezzare il fruscio delle foglie e la limpidezza dell’acqua, rispettare gli animali che popolano il Parco (e anche quelli che non lo popolano, invero), amare alla follia anche ogni angolo di roccia e pietra, perché il Pnab vanta un geoparco di tutto rispetto. E di tutto questo devono esserne ben consapevoli clienti, pubblico e turisti. 
L’ultima parte effettivamente non è esplicitata nella proposta di sponsorizzazione messa online dal l’ente, ma è il senso della possibilità, che il Parco Adamello Brenta si è riservato, di rifiutare eventuali proposte considerate inadatte ad essere abbinate all’immagine dell’ente. 
L’iniziativa, la prima nella quale è l’ente stesso a proporsi per una sponsorizzazione, nasce dalla volontà di ampliare le partnership con aziende private, oltre che da una mera volontà di ridurre i costi: «Siamo noi questa volta che ci offriamo ad una proposta di partnership - spiega l’assessore con deleghe a marketing e comunicazione Matteo Masè - perché la politica di questi anni della nuova giunta è stata quella di cercare di aumentare le collaborazione fra l’ente parco e realtà private del territorio, anche con l’obiettivo di aumentare l’autofinanziamento, e anche quello delle divise è un tema e un’opportunità in questo senso. Già qualche tempo fa abbiamo ricevuto proposte da realtà regionali e provinciali, ma non abbiamo mai trovato la quadra giusta. Ora abbiamo reso pubblica la nostra proposta e vediamo cosa succederà. Chi è impegnato nel mondo della montagna può essere interessato anche a sviluppi diversi e a margini di collaborazione più ampi».

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