Ci si droga già a 13 anni con lo spaccio via Internet

L'Associazione Famiglie Tossicodipendenti ha avviato un progetto con le scuole per lavorare insieme sulla prevenzione. Gli studenti della Rosa Bianca chiedono confronti alla pari con gli adulti e di poter trasgredire «senza annebbiarsi»I  tuoi commenti

di Nicola Guarnieri - NO

canna cannabis droga marijuana CAVALESE - La droga? È lo sballo dei ragazzi spesso più dell'alcol. E il consumo inizia ad un'età sempre più bassa: 13-14 anni, pochi per pregiudicarsi l'esistenza futura. Per gli spacciatori, però, gli adolescenti sono il «mercato» di domani e bazzicano per le scuole offrendo sostanze a prezzi stracciati se non gratis: l'importante è creare la dipendenza e formare i nuovi consumatori. Fin qui la fotografia nuda e cruda di ciò che succede. E la droga non è una prerogativa della città. «Anche nelle valli è diffusa - conferma  Elena Gazzoli , operatrice dell'Associazione famiglie tossicodipendenti - e la scuola è un ambiente sensibile e delicato perché è qui che si inizia a diffondere la droga apripista». È questo, dunque, il posto più indicato per la prevenzione. «Vista l'età di chi si avvicina al fenomeno dovremo però pensare di intervenire già dalle medie».
 
Per ora, comunque, va benissimo il progetto di Aft portato in sette istituti del Trentino. Ieri è toccato a «La Rosa Bianca» di Cavalese, ad una seconda classe. Si chiama «Uno due tre... via! Via la paura: il coraggio di comunicare», un percorso avviato ad ottobre che ha messo assieme, per la prima volta sullo stesso livello, giovani e adulti, per far crescere la consapevolezza di decidere con la propria testa, di essere liberi e non condizionati da nebbie chimiche. E l'incontro finale non è stato un palco con i relatori e i 15 studenti in platea ma una tavola rotonda in cui a parlare sono stati soprattutto loro, in un confronto alla pari con chi si muove in questo mondo oscuro ma assai diffuso. E così hanno parlato il maresciallo capo dei carabinieri  Luciano Osler  e il tenente  Marco Ballan ,  Elisa Molinari  di «Libera Trentino»,   Manuel Noal  della comunità Dumia di Feltre. Il messaggio che è passato è risultato vincente grazie ai linguaggi artistici differenti e all'esaltazione delle emozioni. «Sono serviti per suscitare nei ragazzi una consapevolezza mentale e parlare della droga dal narcotraffico a piazza Dante ma anche dei problemi sociali».
 
Chi si aspetta giovani ignari deve ricredersi: «Non sono sprovveduti, conoscono le droghe. Però sono più reattivi e si interrogano sul perché ci si casca, sulla difficoltà d'inserimento nel lavoro da grandi se si hanno avuto problemi di dipendenza». E le nuove droghe? «Ne hanno paura». Si chiamano «smartdrugs» (intelligenti), pastiglie con colori e forme accattivanti e simpatiche: un trappolone, tant'è che sono note anche come «droghe da stupro» perché cancellano la memoria. Ma come ci entrano in contatto? «Con il miraggio di poter ballare tutta la notte in discoteca senza inibizioni. E ci sono anche in val di Fiemme».
 
La novità, oggi, è il mercato virtuale. «Sono reperibili in Internet, la nuova piazza dello spaccio: arrivano per posta con costi notevolmente inferiori».

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