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Mercatini Bolzano, più controlli

«Ma non ci arrendiamo alla paura»

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Al mercatino di Natale di Bolzano nel giorno dopo i tragici fatti di Strasburgo i turisti non mancano. Nella "capitale italiana del Natale", come la chiama un commerciante, il tema dell'attacco terroristico è onnipresente, ma nessuno vuole far stravolgere la propria vita dalla paura. E mentre nel centro storico del capoluogo altoatesino continua la frenetica vita pre-natalizia, le forze dell'ordine hanno ulteriormente intensificato con discrezione le misure di sicurezza.   

Il Comitato ordine pubblico e sicurezza, presieduti dal commissario del governo, prefetto Vito Cusumano, ha infatti deciso una ulteriore intensificazione delle misure di vigilanza e di sicurezza a protezione degli obiettivi ritenuti sensibili, soprattutto dei mercatini di Natale. In particolare, si è deciso di implementare ulteriormente i servizi di prevenzione, di vigilanza e di controllo del territorio, oltre che attraverso pattuglie in borghese, anche mediante personale in uniforme, al fine di aumentarne la visibilità e l'effetto deterrente, nonchè di predisporre nuove attente misure di filtraggio all'ingresso - soprattutto veicolare - delle zone interessate da eventi o manifestazioni, informa il commissariato del governo.   

Il sindaco di Bolzano ribadisce a sua volta che "al mercatino di Natale di Bolzano la sicurezza è stata garantita già un mese prima dell'inaugurazione. Con il prefetto, il questore e le forze dell'ordine abbiamo presi tutti i provvedimenti possibili". In consiglio comunale proporrà un minuto di silenzio "in ricordo delle vittime dell'efferato eccidio di Strasburgo".   

In centro storico per questa edizione del mercatino era già stato aumentato in numero dei new jersey. "È comunque difficile contrastare atti criminali di fanatici religiosi, serve il lavoro di intelligence", ricorda il primo cittadino.   

Secondo Dado Duzzi, uno dei storici commercianti del mercatino in piazza Walther, fatti come quelli di Strasburgo "possono succedere anche a Bolzano, che è la capitale italiana del Natale, una mente deviata potrebbe perciò scegliere proprio il mercatino di Bolzano". Il bolzanino ricorda però la reazione esemplare di una sua cliente due anni fa, subito dopo l'attentato a un mercatino di Berlino, quando un camion investì la folla. "La signora di Torino mi disse: 'Noi non possiamo farci impaurire in questo modo, dobbiamo proseguire la nostra vità. È l'atteggiamento giusto, senza ovviamente dimenticare il dolore per le vittime", conclude Duzzi. 

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