Roma celebra Garibaldi e la «Rivoluzione italiana»

Musiche, storie, film, rievocazioni e curiosità quasi inedite su Garibaldi e il Risorgimento romano è il progetto «la Rivoluzione Italiana» ideato e curato da Nicola Fano e promosso da Zetema, che prende il via domani sera, per concludersi il giorno della Befana, al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina a Porta San Pancrazio, con «I canti del Risorgimento», inni, rime e marce di Garibaldi eseguiti da Giovanna Marini con il Piccolo Ensemble «Rosso un fiore» diretto da Sandra Cotronei della Scuola popolare di musica di Testaccio, per presentare un repertorio che racconta la nascita dell’immaginario italiano attorno alla figura e il mito dell’Eroe dei due mondi.

«Alle origini dell’Italia c’è una strana rivoluzione fallita, un’utopia magnifica e impossibile: la Repubblica Romana, vissuta una manciata di mesi del 1849. La spinta che condusse all’Unità iniziò da lì e si concretizzò poi nell’uomo che, con la sua figura statuaria, segnò l’immaginario popolare, primo grande divo globale: Giuseppe Garibaldi», spiega lo stesso Fano, autore tra l’altro del libro «Garibaldi, l’illusione italiana» (B. C.Dalai Editori), aggiungendo che è dedicato «all’una e all’altro il Museo posto in cima alla collina del Gianicolo di Roma da dove Garibaldi, appunto, guidò la difesa finale della Repubblica Romana nel 1849 e da dove, di fatto, partì quel movimento di riconquista dell’Italia unità che culminò con l’impresa dei Mille».

Gli altri appuntamenti saranno: il 9 e 12 dicembre «La Repubblica Romana. Garibaldi, Mazzini a Roma nel 1849»: la storia delle Repubblica Romana raccontata da Maurizio Donadoni con musiche di Germano Mazzocchetti e Denis Negroponte alla fisarmonica, che accompagneranno tutti gli appuntamenti, tranne i film. Il 16 e 19 dicembre «Rose Montmasson, l’unica donna dei Mille» per ricordare, dalla Savoia a Marsala, la parabola eroica e drammatica di una donna rivoluzionaria, femminista ante litteram, moglie di Francesco Crispi (da lui miseramente ripudiata), che combatte con i Mille oggi (ingiustamente) dimenticata e raccontata da Maria Alberta Navello.


Il 23 e 26 dicembre «L’epopea dei Mille», il viaggio, le contraddizioni, gli errori, le battaglie e le vittorie dei Mille raccontati da Andrea Renzi e Roberto De Francesco. Il 30 dicembre e 2 gennaio Francesca Armosino, la moglie per forza, ovvero la vita della terza moglie di Garibaldi, la «regina» della Repubblica di Caprera, donna che incarna la contraddizione tra la famiglia tradizionale e quella rivoluzionaria in un conflitto che non riguarda solo l’Ottocento, raccontata da Iaia Forte. Il 5 gennaio «Maratona garibaldina. Prima parte», con la proiezione di «Un garibaldino al convento» di Vittorio De Sica (1942) e «Viva l’Italia!» di Roberto Rossellini (1961) con la presentazione di Alberto Crespi. Chiusura il 6 gennaio con la Seconda parte della Maratone e la proiezione di «In nome del popolo sovrano» di Luigi Magni (1990) e «Camicie rosse» di Goffredo Alessandrini e Francesco Rosi (1952).

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