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C'è la Serbia di Grbic

sulla strada dell'Italia

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Comincia oggi la terza, decisiva, fase dei mondiali di volley. Sei le squadre rimaste in lizza che, suddivise in due gironi da tre, faranno uscire le quatro semifinaliste.
Nel girone A, si comincia oggi con Italia-Serbia (ore 21.15), mentre riposerà la Polonia. Nel girone B, invece, sfida infuocata tra Brasile e Russia (ore 17), con gli Stati Uniti che entreranno in scena domani.
Per quanto riguarda gli azzurri, il C.t. Gianlorenzo Blengini fa il punto: «La Serbia è fortissima, piena di veterani e di stelle della Superlega» spiega, riferendosi anche ai due «trentini» Uros Kovacevic e Srecko Lisinac. «Neppure la Polonia ci sorprende: è meritatamente tra le prime sei, come comunque si pensava a inizio torneo quando si sapeva che di sette squadre solo una sarebbe stata eliminata al secondo round. Siamo fiduciosi perché sentiamo il calore di un'intera nazione dietro di noi». Gli fa eco il capitano Ivan Zaytsev : «A Torino chiediamo di regalarci una bolgia, un piccolo inferno per i nostri avversari, che ricordi loro chi gioca in casa. Abbiamo bisogno dei nostri tifosi più che mai».
Dal canto suo, Nikola Grbic , vecchia conoscenza del pubblico trentino, mette in campo la sua consueta grinta: «Siamo tra le sei più forti del mondo e, se mi chiedete di scegliere un avversario che preferisco, vi rispondo che per vincere il Mondiale non bisogna guardare in faccia nessuno. Oggi siamo una squadra psicologicamente più forte rispetto a inizio torneo e un pericolo per ogni avversaria».
Per Nemanja Petric : «La nostra vera forza è nella strada che abbiamo fatto per arrivare fin qui: lunga e difficile all'inizio. Poi abbiamo cominciato a giocare sempre meglio e adesso ci sentiamo più forti e fiduciosi».
Chi oggi rimarrà a guardare è la Polonia. Ed il Ct Vital Heynen ne approfitta per scherzarci su: «Mi sento stanco, vecchio e stupido. Stanco perché siamo reduci da dodici ore di viaggio, stupido perché dei sei coach qui sono l'unico a non parlare la lingua del Paese per cui lavora, e vecchio perché sono l'unico dei sei a disputare il secondo Mondiale consecutivo». Invece subito grintoso Michal Kubiak : «Noi giocatori viviamo per partite simili. Siamo anche contenti del sorteggio, perché sentiamo di poter battere sia la Serbia che l'Italia».
Prima della sfida con la Russia il Ct brasiliano Renan Dal Zotto non si sbilancia: «Cominciamo la Final Six con lo spirito giusto: tanta voglia di vincere e di giocare al meglio. Sappiamo di arrivare qui in un momento speciale, di forma e anche di condizione psicologica. I due gironi sono molto equilibrati: i più forti, tolta la Francia, sono tutti qui».
Bruno Rezende invece dimostra la sua grande conoscenza dell'ambiente italiano: «Sono carico e felicissimo di essere qui: il primo obiettivo è raggiunto, e poi ci troviamo nel contesto magico dell'Italia con i palazzetti pieni e tutta questa passione per il volley. Ora ci servono due cose: duro lavoro e? un pizzico di fortuna».
I russi, reduci dall'unica sconfitta inflitta all'Italia, se la vedranno contro i verde oro. Il Ct Sergei Shliapnikov non ha timori reverenziali: «La fase finale è la parte più dura del torneo perchè composta di squadre altrettanto forti. Vogliamo giocare bene indipendentemente dall'avversario, e siamo pronti a cominciare dal Brasile». E lo stesso vale per il capitano Sergey Grankin : «Siamo ottimisti perché sappiamo di aver cominciato il Mondiale in condizioni non ottimali, che poi abbiamo raggiunto lungo la strada. Oggi riteniamo di avere possibilità contro ogni avversario».
Infine John Speraw , Ct degli Usa, ancora imbattuti: «Il nostro girone è duro, ma può aiutarci a migliorare ancora in vista delle finali del weekend».

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