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Giro: San Bennett trionfa

a Imola, Yates è sempre in rosa

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L'irlandese Sam Bennett ha vinto la 12/a tappa del 101/o Giro d'Italia di ciclismo, da Osimo (Ancona) a Imola (Bologna), lunga 214 chilometri. Il britannico Simon Yates ha conservato per il sesto giorno consecutivo la maglia rosa di leader della classifica generale.


La marcia di avvicinamento al Monte Zoncolan è costellata da giornate difficili e da un percorso che, giorno dopo giorno, diventa sempre più irto di ostacoli. Complicato, nervoso e dunque pericoloso: vi sono disseminate trappole assortite, che possono anche rivelarsi fatali. Ieri la maglia rosa Simon Yates ha evitato ogni tipo di agguato, prendendo in mano il comando delle operazioni a un chilometro e mezzo dalla fine, quando ha deciso di staccare tutti. Oggi, fra Osimo e il circuito dell'autodromo Enzo-Dino Ferrari di Imola, il britannico, al sesto giorno da leader, sotto un diluvio autunnale più che primaverile, ha badato più che altro a difendersi, azzerando possibili pericoli per il suo trono rosa.   

Sulla pista dell'autodromo, dove l'ultimo a trionfare al volante di una Formula 1 fu Michael Schumacher nel lontano 2006 e dove il primo maggio 1994 s'interruppe la favola di Ayrton Senna, ad alzare le braccia sotto il traguardo è stato un irlandese, Sam Bennett, che ha concesso il bis dopo la vittoria conquistata a Praia a Mare, in una tappa diversa solo per i risvolti climatici. In Calabria, infatti, il meteo era stato più clemente di oggi a Imola, dove si è abbattuto un acquazzone che ha reso l'arrivo molto più complicato del previsto, costringendo i corridori a procedere con estrema attenzione e grande concentrazione. Sarebbe bastato poco per finire sull'asfalto bagnato.   

Il finale, come era avvenuto ieri a Osimo, anche oggi a Imola è stato piuttosto movimentato, ornato da scatti e allunghi scarsamente velleitari che hanno spezzato in vari tronconi il gruppo e azzerato i presupposti per ogni ipotesi di volata. Il solito belga Wellens, vincitore a Caltagirone e ieri a lungo al comando a pochi chilometri dalla fine, ha provato una fughetta per la vittoria, poi è toccato a Diego Ulissi, infine ancora a Matej Mohoric, già vittorioso a Gualdo Tadino e oggi in odore di successo, prima di essere fermato dal vento che ha reso tortuoso il suo tentativo.    L'allungo giusto, ai -500 metri, è stato quello dell'irlandese volante Sam Bennett, bravo a cogliere l'attimo e a tagliare il traguardo prima degli altri. Impeccabili il suo tempismo e la sua potenza. Bravo Bennett e bravo Yates a evitare - non senza l'apporto della 'suà Mitchelton-Scott - possibili ventagli o contrattempi che potevano fargli perdere secondi preziosi. A questo punto, tappa di domani a parte, sarà lo Zoncolan a svelare l'esatta dimensione delle ambizioni dell'inglesino pigliatutto che finora il Giro ha dimostrato di meritarlo.   

Il Kaiser della Carnia sarà chiamato a pronunciarsi anche sui rivali dell'attuale maglia rosa: da Tom Dumoulin a Domenico Pozzovivo, da Thibaut Pinot a Chris Froome e forse chissà anche a Fabio Aru. Tutti i big saranno chiamati alla prova della verità. In quota si prevede pioggia, farà freddo e magari cadrà pure qualche fiocco di neve. Sarà una prova da dentro o fuori, da tutto o niente. Un test per uomini forti. Chissà se Yates lo è veramente fino in fondo. 

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