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Europei 2020: la Nazionale

perde subito Chiesa, 

per Mancini dubbio centrale

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Non parte nel migliore dei modi l’avventura dell’Italia verso Euro 2020: per la prima partita valida per le qualificazioni, sabato sera a Udine contro la Finlandia, Roberto Mancini non potrà contare su Federico Chiesa.

Proprio l’unico giocatore che il commissario tecnico ha sempre utilizzato sotto la sua gestione, 9 volte in altrettante gare per un totale di 542 minuti. A dimostrazione di quanto lui ritenga il talento della Fiorentina fondamentale nel suo gioco e nella sua Italia.

Chiesa in questi giorni ha stretto i denti, è rimasto in ritiro con gli azzurri a Coverciano e ha provato a recuperare dopo il riacutizzarsi, martedì del problema nella zona inguinale-retto dell’addome con cui convive da qualche tempo. Ma anche oggi, per il secondo giorno di fila, dopo gli accertamenti effettuati martedì con lo staff medico della Nazionale, non ha potuto allenarsi insieme ai compagni. Un altro giorno di terapie, poi la decisione di rientrare nel proprio club per proseguire le cure, come auspicato dalla stessa Fiorentina davanti al persistere dell’infortunio.

D’altronde il figlio d’arte, atteso da un finale di stagione quanto mai intenso prima di un’estate che lo vedrà corteggiatissimo uomo mercato, finora non ha mai mollato, da inizio campionato ha sempre giocato e con la sua squadra ha saltato appena tre allenamenti per qualche lieve acciacco. Per il resto sempre in campo, sempre in prima linea. E così pure in maglia azzurra a cui tiene tantissimo.

Dispiaciuto Chiesa, dispiaciuto Mancini che deve fare i conti anche con un risentimento al polpaccio sinistro accusato ieri in allenamento da Florenzi, candidato pure lui sabato ad essere titolare. Il giocatore della Roma verrà valutato nelle prossime ore anche perchè domani mattina la Nazionale lascerà Coverciano per volare a Udine.

Senza Chiesa e con il dubbio-Florenzi il ct deve per forza ritoccare l’Italia che si era immaginata e aveva testato in questi giorni: al posto dell’esterno viola, nel tridente con Bernardeschi e Immobile (favorito su Quagliarella) dovrebbe giostrare Politano, provato negli ultimi allenamenti. Ma nella sessione odierna Mancini ha alternato l’interista con Kean, il più giovane del gruppo con i suoi 19 anni, che ha già esordito con la Nazionale maggiore nell’ultima amichevole con gli Stati Uniti, a fine novembre. Mentre in difesa, non dovesse farcela Florenzi, potrebbe toccare al 27enne ex viola Piccini, ora al Valencia, 2 presenze in azzurro. Per il resto le scelte paiono fatte secondo le certezze di Mancini: modulo 4-3-3, Donnarumma in porta, Piccini (o Florenzi), Bonucci, Chiellini e Biraghi in difesa, Barella, Jorginho e Verratti a centrocampo. «Giocare con quei due play è un vantaggio - ha detto Nicolò Barella, uomo chiave azzurro - Loro impostano, io cerco di lavorare di più tra le linee tornando anche indietro. Mi piace perchè svario in tutto il campo, mi sento più libero. Ed è bello sentire tanta fiducia da parte del ct, ti aiuta a crescere». Ciò che deve fare anche questa giovane Italia.

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