Salta al contenuto principale

Monza, inizia l'era berlusconiana

Contro la Triestina finisce 1 a 1

Chiudi
Apri
Per approfondire: 
Tempo di lettura: 
1 minuto 55 secondi

Stefano Negro si veste bene e non ha tatuaggi, proprio l'identikit cercato e voluto da Silvio Berlusconi, «emozionato» per la prima al "Brianteo". Ma il gol al 67' del difensore, retaggio della vecchia dirigenza e un passato nel vivaio della Juventus, non basta per regalare al nuovo proprietario del Monza la prima gioia e, contestualmente, il primo posto nel Girone B della Serie C alla squadra. Contro la Triestina infatti il Monza non va oltre l'1-1, raggiunta all'86' da un rigore del "Diablo" Granoche, un attaccante extra-lusso per la categoria e guastafeste per una sera. Così continua una sorta di maledizione: dopo il closing che ha portato il passaggio del club nelle mani di Fininvest, il Monza non è più riuscito a vincere, reduce da due pareggi e una sconfitta. Ma la vetta del campionato continua ad essere lì, ad un tiro di schioppo. Il Pordenone capofila resta ad un punto ma è tanta l'amarezza per una gara dominata per 75' e buttata via nel finale per la paura di vincerla, con un baricentro troppo basso. 

E pensare che Berlusconi, per caricare la squadra prima del fischio d'inizio, era perfino sceso negli spogliatoi, dopo aver evidenziato il suo manifesto del Monza «esempio di valori eterni» e rimarcando il suo tifo per il Milan in un ipotetico derby tra qualche anno in Serie A. E in tribuna ha anche indossato una sciarpa biancorossa con la scritta «sarà romantico», frase di Galliani, già diventata un tormentone da stadio. «Ricordatevi - l'arringa di Berlusconi ai giocatori - che chi ci crede combatte. Chi ci crede supera tutti gli ostacoli. Chi ci crede vince. Quindi, credeteci, andate in campo e vincete con almeno tre gol di scarto». Ma che la giornata non sia fortunata è abbastanza evidente già nel primo tempo, quando una bordata di Ceccarelli si stampa sulla traversa a portiere battuto. Berlusconi è accolto come un eroe. La curva "Davide Pieri" gli dà il «benvenuto» con uno striscione, ringraziandolo preventivamente per «il sogno». Lui scatta selfie, con i tifosi che lo acclamano al coro «Silvio, Silvio, Silvio», e si circonda dei suoi fedelissimi: al suo fianco ci sono l'ad Adriano Galliani, il sindaco della città Dario Allevi, la senatrice Licia Ronzulli e l'ad di Fininvest Danilo Pellegrino. Per il Brianteo è lecito sognare la promozione ma la festa è rimandata.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?

L'utilizzo della piattaforma dei commenti prevede l'invio di alcune informazioni al fornitore del servizio DISQUS. Utilizzare il form equivale ad acconsentire al trattamento dei dati tramite azione positiva. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy Policy