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Ct Egitto Hector Cuper:

«Problema allenarsi col Ramadam»

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L’Egitto in maniera dichiarata, ma anche anche gli altri cinque o sei Paesi islamici che partecipano ai mondiali di calcio in Russia, ha un problema: affinare la preparazione nel mese precedente alla fase finale in Russia rispettando il precetti del digiuno rituale imposto dal Ramadan. La questione l’ha sollevata l’allenatore dell’Egitto, Hector Cuper, ma riguardano anche le nazionali di Arabia Saudita e Iran. Islamici sono pure Marocco, Tunisia e Nigeria. Pur formalmente laico, il Senegal ha una popolazione all’85% musulmana. «Come posso allenarli a mezzanotte dopo l’Iftar?», si è chiesto Cuper parlando in talk show tv, riferendosi alla rottura del digiuno che avviene al calar del sole.

«E come posso allenarli di giorno senz’acqua e quando non hanno avuto nulla da mangiare?», ha insistito l’argentino riferendosi, in dichiarazioni riportate dall’agenzia Ap, al mese di digiuno che quest’anno terminerà attorno al 15 giugno (a seconda degli avvistamenti della luna). Proprio in quel giorno l’Egitto disputerà a sua prima partita, contro l’Uruguay. «Affrontando la cosa pragmaticamente, dovrei capovolgere il giorno. Forse i giocatori egiziani sono abituati ma io, come occidentale, no», ha detto l’ex allenatore dell’Inter, rivelando che «stiamo lavorando» per «trovare il modo migliore di superare la stanchezza da digiuno ed evitare che danneggi i giocatori».

Questi comunque «sono assolutamente liberi di digiunare e non possiamo interferire in ciò a causa del mio pieno rispetto per tutte le fedi», ha ammesso l’allenatore alla guida della squadra dei «faraoni» detti però anche «Sajedin», o «genuflessi» per celebrare la preghiera islamica. L’Egitto è un paese a maggioranza (85%-90%) musulmana e la squadra sarà ospitata a Grozny, capitale della islamica Cecenia.
Sui media ci si interroga se le autorità calcistiche chiederanno una «fatwa», un editto religioso, che esenti la squadra dal rispettare il digiuno del mese del Ramadan come del resto già avvenne con un pronunciamento del Gran Muftì nel 2008.

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