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Spese in campagna elettorale

Per Bisesti il doppio del reddito

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Tra i candidati alla presidenza della Provincia, chi ha investito di più nella propaganda elettorale è stato il nuovo governatore Maurizio Fugatti. Nel modulo prestampato del Consiglio, l'esponente del Carroccio e leader della coalizione popolare autonomista ha dichiarato di aver speso 47.300 euro «operando per mezzo di un mandatario elettorale designato». Il suo principale concorrente, Giorgio Tonini , oggi a capo del gruppo consiliare del Pd si era fermato a 20mila euro per sostenere la corsa dell'Alleanza di centrosinistra. Nulla ha speso invece di tasca propria l'ex presidente Ugo Rossi, che dopo l'elezione ha assunto il ruolo di capogruppo del Patt, che dichiara: «Mi sono avvalso esclusivamente di materiali e mezzi propagandistici predisposti e messi a disposizione dal partito». Infine, il pentastellato Filippo Degasperi dichiara di aver assunto esclusivamente spese e obbligazioni in proprio» per un importo di 4.426,29 euro. 

Tra gli eletti che hanno speso più di altri nel «marketing elettorale», spicca l'ex assessore alla salute del Pd, Luca Zeni (15.259,82 euro). Di poco inferiore è la somma spesa dal nuovo assessore alla cultura e segretario della Lega Mirko Bisesti: ben 14.595,28 euro, non poco se si calcola che il reddito complessivo 2017 dichiarato dall'esponente dell'esecutivo era pari a 6.840 euro lordi. C'è poi l'ex vicepresidente della giunta Alessandro Olivi che in campagna elettorale ha investito 13.895,07 euro, e sono rimasti sopra la soglia dei 10mila euro anche l'ex assessora alle pari opportunità del Pd Sara Ferrari (11.066,84 euro) e il consigliere dell'Upt Pietro De Godenz (10.269,57 euro).

La nuova capogruppo della Lega in consiglio provinciale aveva pagato la promozione della sua persona in tutto il Trentino (non solo nella sua Rovereto) 9.778,02 euro, mentre il nuovo assessore al turismo Roberto Failoni aveva sborsato 8.953,17 euro e infine il giornalista in pensione Paolo Ghezzi (Futura2018) 6.270,40 euro. 

Tra i neoconsiglieri che non hanno messo a budget nulla per la campagna elettorale, spiccano il noneso Lorenzo Ossanna (Patt), l'assessore leghista all'agricoltura (anche lei nonesa) Giulia Zanotelli e il ladino fassano Luca Guglielmi . È invece decisamente simbolica la cifra pagata da Alex Marini (M5s), pari a 37 euro: il prezzo di un'uscita a due in pizzeria.

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