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Lega «pigliatutto»: un pieno di poltrone

Quattro assessori e presidente dell'aula

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Quattro assessori su sei alla Lega, più la presidenza del consiglio provinciale. È questa la soluzione a cui starebbe pensando nelle ultime ore il nuovo presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, per venire incontro alle aspettative del suo partito sulla distribuzione dei posti tra le forze politiche della coalizione, tenendo conto del consenso elettorale ricevuto.

È indubbio che la Lega è stato di gran lunga il partito più votato dell’alleanza con il suo 27% e 13 consiglieri più il presidente, mentre il secondo partito è la Civica trentina, che si è fermata a 4,62% e due seggi, mentre gli altri hanno agguantato solo un seggio, oppure nessuno, come Udc e Fratelli d’Italia.

Il segretario leghista Mirko Bisesti quindi fa la voce grossa e ha richiesto 5 assessori in giunta oltre al presidente, il che lascerebbe solo un posto libero per la Civica oltre all’assessore esterno la cui scelta è una prerogativa esclusiva del presidente. E considerato che per la Civica è indicato per l’assessorato e la vicepresidenza Rodolfo Borga, ma che ha chiesto di poter essere nominato tra qualche mese, Fugatti rischia di varare entro il 13 novembre - termine entro il quale costituire la giunta - un monocolore leghista che scontenterebbe tutti i piccoli alleati.

L’orientamento sarebbe dunque quello di dare alla Lega quattro assessorati, con competenze pesanti, e non cinque, ma compensare l’assessorato in meno con la presidenza del consiglio provinciale. Tra gli alleati, oltre alla Civica, potrebbe ottenere l’assessorato Walter Kaswalder, espressione degli Autonomisti popolari. In alternativa c’è Mario Tonina, di Progetto Trentino le cui quotazioni però sono in ribasso, visto che l’agricoltura se la vuole tenere la Lega e per le obiezioni sollevate nella coalizione da chi non gradisce la presenza in giunta di un fuoriuscito dell’ultima ora dall’Upt; oltre al fatto che Tonina non sarebbe neppure sostenuto dal suo partito, che avrebbe gradito che fosse eletto qualcun altro.

Lo stesso leader Silvano Grisenti ha suggerito a Fugatti anche la possibilità di pescare le competenze che gli mancano tra i non eletti e tra esperti che potrebbero avere le caratteristiche adatte come assessore esterno. Il governatore leghista, però, riguardo all’assessore tecnico, sembra avere già le idee chiare avendo individuato una persona di sua fiducia, un professionista quarantenne nel settore economico-sanitario a cui affidare le competenze sulle politiche economiche o sulla sanità. Naturalmente, anche per la scelta del tecnico si dovrà tener conto dei nomi che effettivamente entreranno in giunta.

Fugatti sta infatti ancora aspettando una risposta dal ministero degli Interni, guidato da Matteo Salvini, sulla possibilità di accorpare le elezioni politiche suppletive con le europee già fissate per il 26 maggio.
Da questo dipenderà la decisione di chiamare o meno in giunta la deputata nonesa Giulia Zanotelli alla quale la Lega vorrebbe affidare la competenza sull’agricoltura. In alternativa a Zanotelli, in giunta potrebbe entrare Roberto Paccher, che diversamente sarebbe destinato alla presidenza del consiglio provinciale in alternativa a Mara Dalzocchio. Gli altri tre nomi del Carroccio per l’esecutivo sono Mirko Bisesti, l’albergatore Roberto Failoni e la deputata Stefania Segnana.
Non sembrano avere invece alcuna possibilità di fare parte del governo provinciale Claudio Cia (Agire) e Giorgio Leonardi (Forza Italia) per i quali restano i posti di consolazione in giunta regionale o presidenza del consiglio regionale.

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