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Consigliera Rossato: «I bimbi stranieri

occupano altalene: sono disagio»

La leghista: «Non leggo libri nella forma classica che tutti conosciamo»

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Ogni mattina augura il buongiorno agli amici che la seguono su Facebook. Ora lo potrà fare direttamente dall'aula consiliare di Piazza Dante, dove siederà sugli scranni «conquistati» dal gruppo della Lega. Per Katia Rossato, commerciante all'ingrosso e ragioniera 39enne dell'azienda «Ovomio - Trentino uova» è la grande sorpresa di queste elezioni provinciali. «Non ho mai avuto alcun ruolo in Circoscrizione o in Comune, mi sono avvicinata alla politica tutto sommato di recente». 

Fa parte di qualche associazione? Quali sono i suoi hobby?
Il lavoro e la famiglia (sono mamma di un bambino di 11 anni) non mi consentono di avere molto tempo libero. Amo fare delle passeggiate, quando posso. L'ultimo libro che ho letto? Non leggo.
Quando ha avuto la «folgorazione» per il Carroccio?
Mi sono avvicinata alla Lega tre anni e mezzo fa, nell'ambito della campagna elettorale di Devid Moranduzzo, poi eletto in consiglio comunale a Trento. E così è nata anche la mia passione per la politica attiva, anche se sono sempre stata un'elettrice di centrodestra.
Quali istanze della Lega l'hanno affascinata maggiormente?
Mi interessano i temi della sicurezza e dell'immigrazione. Trento sta piano piano degradando.
Qual è la situazione nel quartiere dove vive?
Abito a Vela, dove è presente una residenza per i profughi. Non ci sono problemi gravissimi, anche perché qui abbiamo famiglie con bambini che vivono in miniappartamenti. Però girano per il paese e occupano il parchetto: tra la gente c'è qualche malumore.
Non si comportano correttamente?
Diciamo che utilizzano i posti che erano nostri. Si piazzano al parco, utilizzano tutte le panchine e i bambini rimangono seduti sui giochi. Si sono appropriati dei nostri spazi.
I bambini italiani potranno pur giocare con gli stranieri, no?
Certo, ma si appropriano dei giochi (due altalene, uno scivolo e un paio di molle) e gli altri non possono divertirsi. È come se quel posto fosse loro. I bambini frequentano anche la scuola elementare, per loro vengono organizzati dei corsi speciali e le mamme non parlano l'italiano: una situazione che crea qualche disagio.
Cosa intende?
Hanno una corsia diversa rispetto a noi. Non abbiamo nulla contro i bambini, per carità. L'arrivo di queste persone è stato un piccolo trauma, un disagio. Ma va detto che l'arrivo di famiglie rispetto a ragazzi giovani ha evitato un maggiore caos.
Come valuta la distribuzione dei richiedenti asilo in piccoli nuclei nei paesi del Trentino?
Bisogna valutare ogni singola situazione, tenendo conto della presenza di anziani. L'ascolto delle persone non deve mancare. Eppoi non va trascurato l'aspetto legato all'età dei profughi, perché possono creare paura, ma potrebbero anche rivelarsi bravi, gentili, rispettosi delle regole. Bisogna valutare le singole persone e verificare se sono disponibili ad integrarsi. Le cronache dei giornali raccontano spesso casi di profughi che fanno di tutto per non integrarsi: non mi invento nulla.
Lei è commerciante, cosa può fare la Provincia per il settore?
È necessario lavorare per consentire alle piccole aziende di sopravvivere, limitando gli spazi dedicati alla grande distribuzione. C'è molta concorrenza, e a soffrirne maggiormente sono i più piccoli.
E le aperture domenicali dei negozi, che il governo nazionale intende limitare?
Le aperture nei giorni festivi possono essere positive nel periodo natalizio, ma non durante l'anno perché favoriscono le grandi catene.
È stata eletta in consiglio grazie al ticket con Moranduzzo, sorpassando persone piuttosto note. Cosa pensa della legge sulla doppia preferenza di genere?
Sono convinta che gli elettori premino il valore dei singoli candidati. Sei dei 13 eletti della Lega sono donne, ma il risultato sarebbe stato molto buono anche senza questa legge, che non mi trova completamente d'accordo.
Quali temi intende promuovere maggiormente in consiglio provinciale?
Credo sia importante sostenere bambini, anziani e disabili. Voglio iniziare questo percorso con l'ascolto delle fasce deboli e continuerò a stare in mezzo alla gente.
Ora lascerà il lavoro nell'azienda di famiglia o cercherà di coniugare entrambi gli impegni?
La mia attività principale sarà ovviamente quella di politico, ma non penso di abbandonare il lavoro: mi occupo delle consegne con mio marito e della contabilità. Valuterò se sarà possibile continuare quando inizierà l'attività del consiglio.


Post scriptum: questa mattina la consigliera ha condiviso sul proprio profilo Facebook la foto del giornale, precisando una risposta. Per correttezza riportiamo quello che dice. Alla domanda «L'ultimo libro letto?» ieri ci ha risposto «Non leggo». Ora l'aggiunta: «Il "non leggo" è riferito a libri nella forma classica che tutti conosciamo, ma periodici di economia e finanza che prediligo particolarmente, articoli interessanti, editoriali ed interviste, specialmente se del nostro #MatteoSalvini... non me li perdo mai!». 


 

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