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Rossi ci ripensa e corteggia Daldoss

Appello ai Civici per fare una Svp trentina

 

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Un appello ai Civici di Carlo Daldoss, a Civica Trentina e al mondo autonomistico e cattolico per un soggetto politico che, partendo dalle elezioni di ottobre, dia «stabilità» e «difenda» verso i governi nazionali di qualsiasi tipo «l’autonomia e la specialità». Una sorta di Svp trentina che lavori con il partito di raccolta sudtirolese, slegato da logiche nazionali. Ugo Rossi, Patt, presidente uscente della giunta di centrosinistra autonomista, prova a rilanciare il ruolo dei partiti che, come il suo, si sentono tutori dell’autonomia trentina.

Presidente Rossi, come giudica quando accaduto nella sua ormai ex coalizione?

Finora ho preferito che le cose si svolgessero senza commenti da parte mia sull’evoluzione del centrosinistra autonomista e ho assistito per certi versi sbigottito in questi 5 mesi a un esercizio di costruzione di una coalizione che si è ridotto alla volontà di non confermare la mia persona senza esprimere alcun tipo di aspettativa e nel vuoto più totale negli aspetti programmatici per un progetto politico futuro

L’esito alla fine qual è stato secondo lei?

Registro con rammarico il fatto che l’evoluzione di questi giorni dimostra che si sono fatte scelte non per costruire ma per frantumare il centrosinistra autonomista. La stessa discesa in campo di Ghezzi che doveva unire non ha unito alcunché, e neppure il fatto che settori dell’Upt puntassero a rigerenare la coalizione con i Civici ha avuto risultati, anzi.

A cosa è dovuto tale esito?

Ciò dimostra la vocazione all’autodistruzione di questi partiti, vocazione che è stata commentata dai nostri amici di Bolzano che altrettanto sorpresi e sbigottiti non hanno capito la logica di questo approccio. La politica deve andare oltre i destini personali, anche il mio e quindi ho ritenuto in questa situazione particolare di avere una posizione di assoluta neutralità sulla scelta del Patt per le prossime elezioni. Di un partito che esiste da 70 anni e che in 70 anni stando all’opposizione o in maggioranza ha sempre messo al primo posto Trentino e la sua autonomia.

E ora quindi cosa farà?

Mi onora il fatto che il mio partito che è ricco di storia mi abbia indicato come candidato presidente e conferito il mandato di capire se attorno alle linee programmatiche ci siano convergenze di movimenti politici più che partitici. Questo sto cercando di fare anche in queste ore perché sono convinto che la specialità e l’autonomia ha bisogno di una proposta politica all’insegna dell’affidabilità dimostrata in questi 10 anni di servizio in giunta e nel rapporto con gli amici della Svp e con Kompatscher.

Perché rilanciare ancora l’azione del Patt?

A fronte di una preoccupazione diffusa verso una vittoria della Lega, che è una vittoria di Salvini più che di Fugatti, credo che si possa trovare una risposta nell’esperienza del Patt.

Che però non guarda alla Lega, ma neppure al Pd?

Alla luce della disgregazione del centrosinistra autonomista e del fatto che ciò che ne residua è catalogabile come di sinistra, con un Pd in cui ha vinto l’ala più movimentista e meno governativa, la risposta deve essere il tentativo di convergenza sulle linee programmatiche con altre forze, come quelle civiche che non possono sostenere che il Patt sia un partito nazionale né che non sia la vera lista civica del Trentino. Ragionando con loro e con mondi come «Noi per il Trentino» e pezzi di mondo cattolico credo, anche se so che il filo è sottile e il tempo è poco, che ci possa essere una aggregazione territoriale, svincolata dai partiti nazionali, alternativa alla Lega e che vada a braccetto con Bolzano con pari dignità. E soprattutto, in quanto libera da accordi con partiti nazionali, capace di sostenere le ragioni della specialità e dell’autonomia con qualsiasi governo nazionale.

Pensa a una una sorta di Svp trentina?

Non do definizioni, lancio un appello a tutto il mondo civico che ha lavorato per costruire una dimensione autonomistica, un mondo che sul territorio è presente ed è rappresentato da Daldoss e che non può sostenere che l’esperienza del Patt sia ascrivibile alla sinistra o alla Lega e al Pd.

Ma assieme quale obiettivo potreste ottenere?

Secondo me, questa è la via per dare una prospettiva di garanzia e stabilità a tutte quelle persone che pensano che un governo di Salvini non sia positivo per il Trentino.

A chi andrebbe il candidato presidente?

Noi pensiamo che non ci sia una subordinazione di alcuno dei componenti di questa aggregazione. Anzi: la realtà dei Civici va valorizzata. Ma è chiaro che il Patt ha la necessità di poter esprimere una leadership in continuità con l’azione amministrativa precedente e in collegamento forte con Bolzano. E di rilanciare la propria azione con un progetto politico per il futuro che ha una deputata e il Gruppo per le autonomie a Roma e un eurodeputato a Bruxelles.

Oltre a Daldoss, pensa anche ad altre forze autonomiste?

Tra la Lega e un Pd di sinistra e movimentista, tutti assieme dovremmo provare a offrire una alternativa trentina e affidabile, con i Civici e compresa anche Civica Trentina, per essere baluardo trentino, civico e popolare.

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