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Elezioni, Rossi-bis ma solo per il Patt

Pd e Upt: rinnovamento e nuovo leader

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Nemmeno la letterina scritta dal governatore Ugo Rossi , fatta leggere al vicesegretario del Patt, Simone Marchiori , nel corso della riunione, in cui il presidente della Provincia perorava personalmente la causa della sua riconferma, è riuscita a intenerire i vertici dei partiti del centrosinistra autonomista, ormai decisi invece ad avviare una fase di profonda rifondazione e allargamento del centrosinistra autonomista, che comprende anche la valutazione di nomi alternativi a quello del presidente in carica.


Dopo quasi tre ore di dibattito acceso, infatti, il segretario del Patt, Franco Panizza , si è trovato isolato nel difendere la leadership di Rossi, contestando l’esigenza di valutare alternative, visto che, secondo le Stelle alpine, non esistono i presupposti e le ragioni del cambiamento di un presidente che ha lavorato bene e non ha nulla da rimproverarsi. Lo stesso Rossi nella sua lettera ai segretari del centrosinistra aveva ricordato che la coalizione un presidente ce l’ha già e dunque non si trova oggi nell’esigenza di cercarne uno, visto che la legge elettorale consente i due mandati. A meno che non si ritenga di rinnegare il lavoro fatto non solo dal governatore, ma dall’intera giunta in questi anni e a questo punto - è il non detto - il Patt non potrebbe riconoscersi più nell’alleanza.


Ieri, comunque, il segretario Panizza si è guardato bene dal paventare lo spettro della rottura. E al termine della riunione ha ingoiato per ora - obtorto collo - la decisione condivisa, con sfumature diverse, da tutti gli altri partiti della coalizione (Pd, Upt, Verdi, Psi, Ual) di aprire la discussione su tutto, compreso il nome del presidente.


«Ci siamo trovati d’accordo - spiega al termine Gianpiero Passamani (Upt) - sul fatto che serve una sferzata per ridare energia e una spinta innovativa alla coalizione allargandoci ad altri e quando ci si vuole aprire è chiaro che si deve essere pronti a discutere anche la leadership, perché non si può pensare di riuscire ad allargarci ad altri precludendo loro però la scelta sul candidato presidente. Devono sentirsi parte alla pari».


Il segretario del Pd trentino, Giuliano Muzio , sottolinea questa esigenza dell’allargamento della coalizione come motivo di una discussione su tutto compreso il nome del presidente. «Ci siamo trovati d’accordo - dice Muzio - sul fatto che la coalizione è un bene di tutti e dobbiamo fare il tentativo di raccogliere nuove energie. E riguardo alla leadership in questo momento si può dire che non c’è nessun nome come candidato di coalizione, ma lo sforzo di tutti sarà quello di trovare una soluzione condivisa».


«È sbagliato dunque - aggiunge Muzio - parlare oggi di Rossì sì o Rossi no perché l’eventuale conferma o meno del presidente uscente sarà il risultato del confronto che abbiamo solo avviato e che contiamo di concludere nel giro di altri due incontri, comunque entro maggio». Vittorio Fravezzi (Upt), tra i più convinti che a fronte di una situazione straordinaria, ovvero il tracollo subito dal centrosinistra autonomista alle elezioni politiche, serva una risposta straordinaria, di forte «rigenerazione» della coalizione, si dice soddisfatto della linea prevalsa nell’incontro. «Valuteremo insieme - dichiara Fravezzi - chi sarà il nome più idoneo come garante di questa nuova fase. Non è automatico che si debba cambiare, ma rifletteremo sulla scelta più opportuna». Il socialista Alessandro Pietracci ha precisato che: «Non si tratta di dire sì o no a Rossi ma di verificare se ci sono altre possibili candidature». Mentre il verde Marco Boato ha confermato di ritenere necessario un nuovo leader.


Nell’incontro di ieri non sono stati messi sul tavoli nomi di possibili candidati alternativi a Rossi. Anzi, sia il Pd che l’Upt hanno escluso che i nomi circolati nelle ultime settimane siano ipotesi concretamente sondate e prese in considerazione. Comunque, nel prossimo incontro, che dovrebbe essere convocato all’inizio non della prossima settimana ma dell’altra ancora, già si dovrebbe entrare nel merito delle alternative a Rossi di pari passo con la verifica della reale possibilità di coinvolgere altre forze politiche nell’alleanza, che è il presupposto della «rigenerazione» auspicata. Il segretario autonomista Panizza, che sperava di ottenere già ieri un sostanziale via libera a Rossi, convinto che se non le sue parole almeno la lettera del governatore potesse risultare convincente, ha dovuto fare buon viso e attendere ancora.


Intanto, già ieri il centrosinistra autonomista ha iniziato ad allargare i suoi confini accogliendo all’incontro l’esponente radicale Fabio Valcanover , in nome di «+Europa con Emma Bonino» la lista che alle elezioni politiche già aveva aderito alla coalizione non riuscendo però a superare la soglia del 3% dei consensi. Valcanover, che non era stato invitato, si è presentato fuori dalla porta e nessuno ha avuto obiezioni a coinvolgerlo nella maggioranza.

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