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Walter Kaswalder espulso dal Patt

40 anni nelle stelle alpine - Foto storia

Pugno di ferro del collegio di disciplina: resta la chance del ricorso

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Walter Kaswalder

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Walter Kaswalder è stato espulso dal Patt. Non sono bastate le 25 pagine di memoria difensiva preparate dall’avvocato e consigliere provinciale d’opposizione, Rodolfo Borga, dal quale aveva deciso di farsi assistere, per convincere il collegio di disciplina ad archiviare il procedimento avviato su richiesta di tutto il gruppo provinciale del Patt, con il presidente Ugo Rossi in testa, e condiviso dalla giunta del partito.

 

La decisione è arrivata a una settimana esatta dall’incontro con il collegio disciplinare in cui Kaswalder si era difeso, cercando di smontare una ad una tutte le accuse, sia quelle di natura più politica, come i voti in dissenso in consiglio provinciale o la presa di posizione per il No al referendum costituzionale, sia quelle relative al suo comportamento nei confronti degli altri esponenti del partito. In particolare Kaswalder era accusato di una «sistematica strategia di contestazione, denigrazione e contrasto» nei confronti del presidente Rossi, del segretario Franco Panizza, dell’assessore Michele Dallapiccola, con il quale sarebbero anche venuti alle mani, e gli altri consiglieri provinciali autonomisti.

Ieri i «giudici» del collegio di disciplina - il presidente Francesco Fedrizzi, Vittorio Carlini, Vittorina Fellin e Italo Fiorini, Marco Graziola - si sono ritrovati e hanno preso la loro decisione applicando a Kaswalder la sanzione più drastica, che appunto è quella dell’espulsione del partito, per violazione degli obblighi previsti dall’art. 8 dello statuto del Partito autonomista trentino tirolese.

Ora al consigliere resta la possibilità di appellarsi al collegio dei probiviri del Patt, per un secondo grado di giudizio interno al partito. Kaswalder ha già annunciato di essere deciso ad andare fino in fondo.

Dopo oltre 40 anni di iscrizione al partito delle Stelle alpine non intende farsi cacciare così facilmente e - a fronte di una sentenza politica che sentiva essere già scritta - intende comunque dare del filo da torcere a Panizza e Rossi arrivando se necessario anche in tribunale per chiedere i danni al partito a cui ha dedicato una vita.

Ieri sera, Kaswalder non era stato ancora informato ufficialmente della decisione e comunque si faceva ben poche illusioni che potesse andare diversamente.

Il segretario del partito, Franco Panizza, da Washington, dove era per assistere al giuramento di Trump, in quando membro dell’assemblea Nato, si è limitato a dire: «È un problema di rispetto delle regole e degli esponenti del partito e non politico».

Il capogruppo provinciale del Patt, Lorenzo Ossanna, che con questa decisione perde un componente che per altro il gruppo aveva già emarginato spostandosi di seggio in aula, aggiunge: «Se questa è la decisione preferirei aspettare le motivazioni del collegio per esprimermi. Di sicuro ritengo positivo essere arrivati a una decisione, qualunque essa sia, per chiudere questa vicenda, che ha portato forte pressione su di noi e smarrimento fra i nostri tesserati e sostenitori autonomisti ai quali va il mio grazie e di tutto il gruppo consiliare per la vicinanza e il supporto dimostrato».

E sul caso Kaswalder è intervenuto anche il deputato (ex Stelle Alpine) Mauro Ottobre, che ha parlato di «partito morto». Leqqi QUI.

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