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La variante commerciale

che cambierà Trento

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Risvolti politici. Effetti urbanistico-infrastrutturali. Impatto sul commercio. Premesso che per la «variante commerciale» si è trattato della prima adozione, che l'iter sarà lungo prima dell'approvazione finale, il «bilancio» del giorno dopo è ricco di spunti.

Maggioranza ricompattata.
L'hanno votata i 25 consiglieri di maggioranza e i tre del Movimento 5 Stelle. «L'abbiamo portata a casa, nonostante i gufi, e la maggioranza si è ricompattata, compreso il Pd» commenta Paolo Serra , capogruppo del Partito democratico».

«Assolutamente soddisfatto, soprattutto per il dato politico» aggiunge l'assessore del Patt, Roberto Stanchina , co-protagonista, da responsabile dello sviluppo economico, della variante «tutto è stato gestito in modo trasparente, e c'è stata anche una buona mediazione con le minoranze».

Area ex Italcementi stralciata.
Prima, si pensava di farci una Gsv, una grande struttura di vendita. Poi, un centro commerciale «di vicinato» di oltre 5 mila metri quadri. Infine, nulla: la previsione è stata stralciata, ed è passato (unico voto contrario quello di Antonia Romano ) l'ordine del giorno del Patt. «Un passaggio fondamentale» dice Stanchina «ora abbiamo 60 giorni di tempo per proporre alla Provincia quali sono le nostre idee sulla collocazione del polo espositivo, linfa vitale per lo sviluppo della città. Ci sono due anni di tempo, prima del trasferimento del Cte».

Trentofrutta «ridotta».
Le previsioni per il compendio immobiliare della Trentofrutta in via De Gasperi sono state riviste: le dimensioni della grande struttura di vendita ridotte dal 20 al 13% della superficie, come chiesto dalla Lega Nord. Ma la sostanza non cambia. Perché, con un accordo urbanistico pubblico-privato, si potrà superare la soglia del 20%. E questa è una leva che l'amministrazione comunale vuole tenersi nella trattativa per il trasferimento di Trentofrutta. Dove? L'ipotesi più probabile è a Ravina, nella decina di ettari (privati) a destinazione produttiva di livello provinciale. «Serve velocità. Serve dare una risposta in tempi brevi all'azienda: una importante realtà produttiva da mantenere sul territorio di Trento» dice Stanchina.

A Ravina, fosse necessario, potrebbe essere utilizzata parte dell'area ex Multipli Arcese, acquisita dalla Provincia in permuta, e che, con uno scambio mai portato a termine, sarebbe dovuta passare al Comune. Tre anni fa, da produttiva, è stata trasformata in zona sportiva. «L'idea, in accordo con Federazione ciclistica del Trentino» spiega l'assessore all'urbanistica Paolo Biasioli «era di farne una pista di allenamento, un anello di 1,5 km. Ma non se ne fa nulla, se la Provincia non la finanzia». Alla bisogna, parte dell'area potrebbe essere riconvertita per la Trentofrutta. Anche se, aggiunge Biasioli, quella di Ravina non è l'unica ipotesi: «Abbiamo preso in considerazione anche il recupero di capannoni abbandonati a Lamar».

«Valanga» di superfici in via Maccani.
La novità di maggior rilievo, voluta, fortissimamente voluta da una parte del Pd, è la previsione di grandi strutture di vendita e centri commerciali sull'asse di via Maccani, dalla rotatoria alla tangenziale. Con analoga previsione è stato recuperato il compendio ex Eurocar (proprietà Mondini) all'altezza della rotatoria.

Sull'ex Sloi sono 9,6 ettari, più i 6 ex Sait, più gli altri. Una «valanga» di metri quadri commerciali potenziali, dopo che le categorie interessate avevano già giudicato sovradimensionata la proposta di variante? «Attenzione» risponde il vicesindaco Biasioli «per le aree di via Maccani servirà comunque un accordo pubblico-privato, con una variante ad hoc al Prg, che si baserà sull'interesse pubblico. E dentro un contesto, con la revisione del Prg, di riqualificazione infrastrutturale. Non si parli di "valanga" di superfici. Il piano guida Gregotti per la ex Sloi» ricorda Biasioli «prevede già una piastra commerciale di 30 mila m². Con la variante si arriverà al massimo a 10 mila».

La novità che ha agevolato l'inserimento di via Maccani è stata la decisione della Provincia, a fine dicembre, di realizzare la nuova rotatoria di raccordo con la tangenziale, all'altezza del canile. «Ecco perché» spiega Biasioli «possiamo ora a pensare allo sviluppo commerciale di via Maccani, al collegamento (con sovrappasso) con via Brennero lungo via Franceschini (zona Md, ndr), al futuro utilizzo metropolitano della Trento-Malé per il raccordo con il centro città». Non solo. «Lungo via Maccani» anticipa l'assessore «si potrà anche pensare al parcheggi di attestamento di Trento nord, raggiungibile sia da chi proviene dalla Valsugana, sia dalla Rocchetta, una volta realizzata la rotatoria al canile e l'accesso diretto alla zona».

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