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Austria, superstite di Auschwitz invita

a votare Van der Bellen: video virale

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È diventata una star del web una viennese 89enne, superstite di Auschwitz, che in un videomessaggio rivolge un appello agli austriaci di votare Alexander Van der Bellen alle presidenziali di domenica prossima contro il candidato dell’ultradestra Norbert Hofer.

Il video, pubblicato sul profilo Facebook del candidato verde, è stato visualizzato milioni e milioni di volte nel giro di pochi giorni.
Gertrude aveva 16 anni, quando fu deportata con sua famiglia ad Auschwitz e fu l’unica a tornarne. Con voce pacata l’anziana mette in guardia «dai populisti che svegliano il peggio che si nasconde nella gente».

In riferimento al leader Fpö Heinz Christian Strache, che recentemente ha parlato della minaccia di una guerra civile in Austria, la viennese ricorda di aver vissuto una guerra civile quando aveva sette anni.

«All’epoca ho visto i miei primi morti, purtroppo non gli ultimi. Ed ora un politico dice che è una guerra civile sarebbe possibile. Questo è inammissibile», dice.

«Queste probabilmente saranno le mie ultime elezioni, ma i giovani hanno ancora tutta la vita davanti», afferma la signora Gertrude, rivolgendo un appello contro l’astensionismo.

Intanto, lo spettro di una Oexit, una possibile uscita dell’Austria dall’Unione europea, segna il rush finale della campagna elettorale per le presidenziali del 4 dicembre tra Van der Bellen e Hofer.

I sondaggi indicano una situazione di assoluta parità tra i due, ma il voto tra il convinto europeista e l’euroscettico rischia di diventare una sorta di pre-referendum sulla permanenza di Vienna nell’Ue.

A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato lo stesso Hofer, non escludendo in un’intervista alla Bbc una consultazione popolare sull’Oexit. Il candidato liberal-nazionale ha affermato che spingerà per un referendum, se l’Unione diverrà più centralizzata in seguito alla Brexit. Anche se l’Ue è importante per l’Austria, ha detto all’emittente, lui vuole «un’Unione Europea migliore».

Hofer ha più volte ribadito che un voto per lui non vuol dire un voto per l’uscita dell’Austria dalla Ue.

Tuttavia, alla Bbc ha affermato anche che ci sono due questioni che potrebbero fargli cambiare idea. Una è l’adesione della Turchia all’Unione; l’altra è la risposta della Ue all’uscita della Gran Bretagna.

«Se la risposta alla Brexit sarà un’Unione europea centralizzata, dove ai parlamenti nazionali viene tolto potere e dove l’Unione è governata come uno Stato, in questo caso dovremo tenere un referendum in Austria, perchè porterebbe ad un cambiamento costituzionale», ha detto.

A poco più di 20 anni dal suo ingresso, l’Austria potrebbe così uscire dall’Unione. Il 12 giugno del 1994 gli austriaci votarono con un vero e proprio plebiscito (66,6% di sì ed un affluenza del 82,3%) per l’ingresso nella Comunità europea. La crisi economica, l’emergenza migranti e la Brexit hanno però contribuito a cambiare il clima nel cuore della Mitteleuropa.

Ma anche il fronte degli europeisti si fa sentire in questa campagna elettorale. «Nein zu Oexit», è infatti lo slogan di una campagna anti-Hofer, guidata dall’industriale austriaco e bolzanino d’adozione Hans-Peter Haselsteiner, che da mesi, con intere pagine a pagamento sui giornali, mette in guardia dalle possibili conseguenze nel caso di vittoria del candidato Fpö.

Haselsteiner, ex proprietario di Strabag, il gigante del settore edile di cui detiene ancora una quota, è uno dei sostenitori più importanti di Van der Bellen, anche sul piano economico.

Ha schierato intorno a sé noti politici e manager, come l’ex commissario Ue Franz Fischler.

Secondo l’ex sottosegretaria Spoe e ora manager di spicco della Siemens Brigitte Ederer, «populisti come Hofer, Farage e Trump hanno in comune l’essere inaffidabili. Sono capaci di smentirsi nel giro di due settimane».

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