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Mattarella: «Sì al Rosatellum»

Bersani: «La legge è un aborto»

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato la legge elettorale approvata dal Parlamento. La legge contiene modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica e la delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali.

Fino all'ultimo i Cinque Stelle hanno chiesto al Capo dello Stato di non mettere la firma su una legge che - dicono - è fatta apposta per far furoi il Movimento e gettare le fondamenta per una "grande coalizione" con il Pd di Renzi e Berlusconi con Forza Italia e satelliti.

«Le chiacchiere stanno a zero, perchè avevamo la possibilità di fare una cosa seria, ma con un’altra legge elettorale».

Pierluigi Bersani commenta così la legge elettorale, il «Rosatellum», e l’apertura al centrosinistra ipotizzata da Matteo Renzi, a margine di un incontro a Padova.

«Questa legge elettorale non è nè carne nè pesce - continua Bersani - quello che viene fuori è un aborto di legge elettorale che non è maggioritario di coalizione, né un proporzionale puro con una lista di nominati incredibile e quindi con un distacco ulteriore tra cittadini e istituzioni.

In questo contesto e con una legge così parlare di alleanze e coalizione è una cosa ridicola perchè ognuno va con il suo simbolo e poi fa finta di apparentarsi ma il giorno dopo è assolutamente libero di fare quello che vuole».

«Invece di fare chiacchiere - dice a proposito delle dichiarazioni di Renzi - si dica prima di tutto se si è disposti a dire che quello che si è fatto fino a qui non va bene, perchè con meno di questo non è possibile fermare la destra».

 


 

COSA PREVEDE LA LEGGE

Poco più di un terzo dei deputati (231) eletti in collegi uninominali maggioritari, in cui i partiti si coalizzano, e gli altri in modo proporzionale in listini bloccati di due-quattro nomi.

Ecco il 'Rosatellum 2.0' approvato dalla commissione Affari costituzionali della Camera e che martedì prossimo approderà nell'Aula di Montecitorio.

COLLEGI MAGGIORITARI: saranno 231 collegi, pari al 36% dei Seggi della Camera. I partiti si potranno coalizzare per sostenere un comune candidato.

PROPORZIONALE: dei restanti 399 deputati, 12 continueranno ad essere eletti nelle Circoscrizioni Estere, con metodo proporzionale. In Italia un deputato è eletto in Valle d'Aosta in un collegio uninominale; i restanti 386 deputati saranno eletti con metodo proporzionale in listini bloccati di 2-4 nomi. Il testo delega il governo a definire questi collegi plurinominali, che potrebbero essere circa 65. Le Circoscrizioni, importanti per il recupero dei resti, saranno 28. In Senato saranno 20.

SOGLIA: nella parte proporzionale la soglia sarà al 3% sia alla Camera che al Senato.

UNA SCHEDA, VOTO UNICO: diversamente dal Mattarellum, in cui c'erano due schede (una per il collegio ed una per il listino proporzionale, con la possibilità di un voto disgiunto), con il 'Rosatellum 2.0' ci sarà una scheda unica. In essa il nome del candidato nel collegio sarà affiancato dai simboli dei partiti che lo sostengono. Barrando sul simbolo del partito il voto andrà al candidato del collegio e al partito per la parte proporzionale.

VOTO DISPERSO: I voti degli elettori che avranno barrato il nome del solo candidato del collegio uninominale saranno distribuiti proporzionalmente ai partiti che sostengono il candidato del collegio

SCORPORO: non è previsto lo scorporo come accadeva invece nel Mattarellum.

TRENTINO ALTO ADIGE: rimane il testo come modificato dall'emendamento Fraccaro-Biancofiore votato a scrutinio segreto l'8 giugno: Sei collegi uninominali e cinque proporzionali.

LE FIRME: Viene dimezzato rispetto al testo originario il numero delle firme da raccogliere per tutti quei partiti o nuove formazioni che non sono in Parlamento o non hanno un proprio gruppo. Il numero di firme da raccogliere passa, dunque, da 1.500-2.000 a circa 750. Pure in questo caso solo per le prossime elezioni, anche gli avvocati abilitati al patrocinio in Cassazione potranno autenticare le firme per la presentazione delle liste elettorali.

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