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Tra tasse locali e multe

i trentini hanno pagato

232 milioni di euro nel 2018

Le violazioni del codice della strada sono aumentate del 26%

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Nel 2018 i trentini hanno pagato tasse locali, tariffe e multe per quasi 232 milioni di euro, il 20,6% in più dell’anno precedente. Il boom degli incassi gestiti da Trentino Riscossioni, la società pubblica di Provincia, Comuni, Comunità di valle, consorzi, municipalizzate, ordini professionali, è dovuto in primo luogo al continuo incremento delle entrate da tasse automobilistiche, favorito dall’arrivo a Trento di società di leasing e flotte aziendali attirate dall’imposta provinciale di trascrizione (Ipt) più bassa.

Gli incassi da bollo auto crescono del 20% a 143 milioni, quelli da Ipt fanno un balzo del 49% a 22 milioni. Ma si impennano anche le sanzioni stradali, con 149 mila violazioni accertate, +26,4%, e 7,7 milioni incassati, +23,5%. E decollano le riscossioni coattive, dove sono stati recuperati 10,6 milioni sui circa 100 milioni di tasse arretrate non pagate in provincia.

Come emerge dall’ultimo bilancio della società, l’importo complessivo incassato sui conti di Trentino Riscossioni per conto di enti terzi ammonta a 231,9 milioni, 39,6 milioni in più delle entrate registrate nel 2017, che erano pari a 192,3 milioni ed erano già cresciute del 16% rispetto all’anno prima. La voce più consistente rimane il bollo auto, che passa da 119,2 a 142,8 milioni con un incremento del 19,9%. La seconda è proprio l’imposta di trascrizione, che fa un salto da 14,7 a 21,95 milioni (+49,1%). Al terzo posto sale l’imposta di soggiorno con 18 milioni di incassi, superiori del 14% ai 15,8 milioni del 2017. Ma la società pubblica guidata da Maurizio Postal puntualizza che la gestione di questa imposta ha determinato «un forte impatto procedurale e organizzativo» per le caratteristiche peculiari del tributo. Ad esempio, gli alloggi ad uso turistico sono stati in questi anni assoggettati a forme diverse di imposizione.

Tra le imposte provinciali, ci sono poi la tassa per il diritto allo studio universitario, 3,1 milioni rispetto ai 2,8 precedenti, che va all’Opera Universitaria e la Cosap, cioè il canone di occupazione del suolo pubblico, più che triplicata a 2,9 milioni. Per i Comuni, Trentino Riscossioni incassa soprattutto 14,5 milioni di tariffa di igiene ambientale e 3,3 milioni di canone idrico. Ma recupera anche, per alcuni di essi, 6,2 milioni di imposta immobiliare (Imu e Imis).

Le sanzioni amministrative riguardano in larghissima parte violazioni al codice della strada. Nel 2018 si registra un nuovo forte incremento delle violazioni accertate, che passano da 117.883 a 149.087, oltre 31 mila multe in più. Funzionano soprattutto i varchi elettronici alle zone a traffico limitato (ztl) a Trento e, da marzo 2018, a Riva del Garda, nonché l’autovelox fisso sulla Valsugana (da luglio 2018). Le violazioni al codice della strada accertate a Trento-Monte Bondone salgono a 71 mila, 5 mila in più dell’anno precedente. In Alto Garda e Ledro le multe sono 6.800 in più, da 9.481 a 16.325. In Alta Valsugana il balzo è addirittura di 17 mila sanzioni, da 4.408 a 21.827. In Valsugana e Tesino le violazioni accertate sono 26.473, cioè 3.700 in più dell’anno prima. Le violazioni incassate l’anno scorso sono 106.990, cioè il 71,7% del totale, per una somma pari a 7,7 milioni.

L’altro grande capitolo è quello della riscossione coattiva di imposte, tributi e multe pregresse per quasi 200 enti, dove si è passati dai 7,8 milioni del 2017 a 10,6 milioni di somme recuperate (vedi sotto).

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