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Torna Trekkingrosa

«Fianco a fianco

contro il tumore»

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Camminare insieme per mettere in moto i muscoli e rilassare la mente, ma soprattutto per condividere, passo dopo passo, un momento difficile.

L’esperienza di Trekkingrosa è stata ideata e voluta da Chiara De Pol, dipendente di Trentino Marketing che dopo aver vissuto in prima persona l’esperienza del tumore al seno, della diagnosi prima e della cura poi, ha voluto coinvolgere altre donne in quella che per lei è stata una vera e propria terapia: camminare in montagna.

La prima edizione è stata un grandissimo successo. Oltre 200 le persone le persone che hanno partecipato ai quattro appuntamenti che si sono svolti tra maggio e luglio, 60 i chilometri percorsi, 8 gli accompagnatori di Media Montagna che si sono offerti di guidare gratuitamente le escursioni e quattro anche i medici specialisti intervenuti per «camminare» fianco a fianco ai pazienti per parlare di cura, ma anche di prevenzione.
Ora il progetto Trekkingrosa, supportato da Lilt del Trentino, Accompagnatori di Media montagna e dalla community Donne di Montagna è pronto a ripartire. Il giorno di Ferragosto sono state aperte le iscrizioni per il primo trekking autunnale fissato per l’8 settembre in Valpiana, in Val di Sole e in 24 ore il numero di posti disponibili è andato esaurito. Per le interessate ci sono comunque gli appuntamenti del 15 settembre al Lago delle Malghette a Madonna di Campiglio, del 22 settembre sul Pasubio, del 6 ottobre su Cima Tomeabrù in val di Ledro e infine del 20 ottobre a Malga Cimana.

L’evento conclusivo dei Trekking Rosa sarà il 26 ottobre al Muse di Trento. Sarà un importante appuntamento finale, gratuito e aperto a tutti, dedicato al Goal Mapping, un’innovativa tecnica che arriva dall’America che aiuta ad affrontare in maniera pro-attiva periodi di cambiamento. Un coach certificato, Sabrina Pesarini, offrirà gli strumenti per capire come uscire da un periodo di stallo, come affrontare esperienze negative e come raggiungere i nostri obiettivi di vita.
Chiara De Pol è entusiasta del risultato e soprattutto stimolata dalle partecipanti a portare avanti il progetto. «Sono in corso incontri con l’Azienda sanitaria per riuscire a istituzionalizzare questa iniziativa che attualmente si basa sul volontariato e non riesce a soddisfare tutte le richieste. Con la dottoressa Antonella Ferro, che è un vulcano di idee, dicevano che sarebbe bello che il Trekking rosa diventasse “prescrivibile” come altre terapie».

I benefici del raggiungere insieme le vette e di condividere durante il tragitto esperienze e preoccupazioni sono stati testimoniati da molte persone. Ai trekking hanno partecipato donne ammalate, donne guarite, figlie, amiche e mariti. Nel gruppo c’era chi, a 75 anni, era stata operata ben tre volte ma ancora aveva forza e coraggio da infondere agli altri. Chi stava facendo chemioterapia, portava la bandana perché aveva perso i capelli ma in quel gruppo non si sentiva certo giudicata. Chi invece il tumore lo aveva sconfitto ed era lì per testimoniare che farcela è possibile. Tantissime persone, tantissime storie e altrettante esperienze da condividere per non sentirsi soli.

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