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Coppie gay: anche la madre

non biologica ha diritto

a vedere i figli, la sentenza

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Per la prima volta un giudice apre al diritto della madre sociale di rivolgersi direttamente alla giustizia per mantenere i rapporti con i figli. Il caso riguarda due donne che avevano entrambe prestato il consenso alla fecondazione assistita realizzata all’estero, poi la coppia si è separata e le figlie nate dalla relazione erano rimaste alla madre partoriente. Di conseguenza l’altra donna, la madre sociale appunto, si era rivolta al Tribunale dei minori di Venezia, che però aveva negato il diritto di ricorrere a tutela della propria relazione con le figlie.

Non solo: la Corte costituzionale, con una sentenza del 2017, aveva stabilito che la Costituzione non prevede di consentire alla madre sociale di rivolgersi ad un giudice. Ora, però, la Corte d’appello di Venezia va oltre quel pronunciamento della Consulta, pur rigettando il reclamo della ricorrente perchè «un tale rigoroso accertamento di fatto è ancora in corso».

La Corte ha però avallato la tesi dello studio legale Schuster di Trento, che difende la madre sociale: in sostanza va riconosciuto il diritto a stare con i figli ad ogni persona che si sia dimostrata idonea a instaurare con il minore una relazione affettiva stabile, dalla quale quest’ultimo possa trarre un beneficio sul piano della sua formazione e del suo equilibrio psico-fisico. «Il diritto evolve e si va oltre quanto detto dalla Corte costituzionale», commenta l’avvocato trentino Alexander Schuster, che difende la donna.

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