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Tempesta Vaia, conto da 400 milioni

Da Roma ne arriveranno 270

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Un salasso. Già si sapeva. Alla fine sarà però ancora peggio di quello che si poteva pensare. Per sistemare i danni provocati in Trentino dalla tempesta Vaia e per rimettere in sesto i boschi e i sentieri devastati serviranno almeno 400 milioni di euro. 

Di questi il governo ne metterà 270, la parte restante sarà a carico della Provincia. Solo quest'anno sono previsti interventi per 180 milioni di euro. Progetti finanziati, alcuni già completati. Solo per la messa in sicurezza di Dimaro, il contributo per il ripristino dei parchi e la predisposizione della cartellonistica di emergenza e comunicazione nel 2019 ci sarà un esborso complessivo di 11 milioni e 400mila euro.
«I soldi stanno arrivando da Roma - afferma Raffaele De Col, coordinatore della ricostruzione delle zone colpite dal maltempo -. È difficile stabilire con precisione oggi a quanto ammonterà il bilancio definitivo, ma non ci allontaniamo troppo dalla realtà se lo stimiamo in 400 milioni di euro».

Gli eventi meteorologici eccezionali dei giorni dal 27 al 30 ottobre 2018, ed in particolare la forte velocità del vento del 29 ottobre, con raffiche fino ad oltre i 120 km all'ora e che a livello locale hanno raggiunto i 190 km orari, hanno inferto una ferita profonda alle foreste trentine. 
I danni sono stimati in circa 19mila ettari di superficie con oltre 3 milioni e 300mila metri cubi di legname a terra.

Tornando agli investimenti del post Vaia in programma nell'annata in corso, per i lavori di ripristino delle infrastrutture l'ente pubblico (Stato e Provincia) spenderà 80 milioni di euro. Sul fronte della prevenzione del rischio ci saranno uscite per 86 milioni di euro. Non ci si è dimenticati dei sentieri, alcuni dei quali, in particolare nelle valli di Fiemme e Fassa e del Tesino, distrutti dalla tromba d'aria: sotto questa voce sono stati previsti nel 2019 tre milioni di euro. La Provincia, a tal proposito, in collaborazione con le Apt da alcune settimane sta studiando una serie di iniziative per informare i turisti su quali saranno i percorsi agibili e quelli ancora inaccessibili. 

«Ci siamo trovati di fronte - a parlare è l'ingegnere Raffaele De Col - a una situazione drammatica. Devo comunque dire che la fase della ricostruzione sta procedendo secondo i nostri piani. Molte cose sono già state completate, altre sono a un buon stadio. Certo, la strada da fare è lunga. Bisognerà impegnarsi per almeno un paio d'anni per archiviare definitivamente il triste capitolo della tempesta Vaia».

Una scommessa che tutti, dalla giunta provinciale presieduta da Maurizio Fugatti alla comunità trentina, vogliono vincere è quella del ripristino della strada del Passo Manghen: per il primo giugno, data della grande tappa dolomitica che porterà il Giro d'Italia da Feltre a Croce d'Aune ? Monte Avena attraversando la Valsugana, la Val di Fiemme, Passo Rolle e il Primiero, si vogliono concludere i lavori di sistemazione e asfaltatura che già procedono alacremente.

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