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Le strade forestali restano

chiuse per i cacciatori

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Nessuna apertura delle strade forestali di tipo A al transito dei cacciatori. La terza Commissione permanente del Consiglio provinciale ha bocciato la proposta di Lorenzo Ossanna (Patt). La proposta prevedeva anche l’apertura alla caccia in provincia alle doppiette del Trentino Alto Adige e dei «centri di sosta» per conservazione della selvaggina, realizzati dai cacciatori con contributi pubblici.

La Commissione, presieduta da Ivano Job (Lega Salvini Trentino), ha invece approvato il disegno di legge proposto dall’assessora Giulia Zanotelli, che prevede un aumento delle sanzioni per i cacciatori che sgarrano. Il testo dell’assessora leghista è stato approvato con 4 voti favorevoli (i leghisti Iob, Denis Paoli, Roberto Paccher e Katia Rossato), 1 voto contrario (Lucia Coppola di Futura) e due astenuti, Alessio Manica del Pd e Ossanna. Il disegno di legge di quest’ultimo, invece, è stato respinto con 5 voti contrari e l’astensione di Manica. A favore solo lo stesso Ossanna. Nella mattinata, la Commissione aveva dato spazio alle audizioni.

Convinta la bocciatura, da parte delle associazioni ambientaliste (Enpa e Lac, rappresetate da Ivana Sandri), Pan-Eppaa (Adriano Pellegrini), Lega Ambiente (Ferdinando Boso), Lipu (Sergio Merz), Lav (Simone Stefani), sia della proposta di Ossanna, sia di quella della Giunta. Anche il presidente del Consiglio delle autonomie (Cal), Paride Gianmoena, ha espresso perplessità sul transito veicolare sulle strade forestali di tipo A. Bene, secondo Gianmoena, che i cacciatori si prendano cura di queste strade e dei boschi, ma anziché permette loro di transitare anche con mezzi a motore, si potrebbe limitare questa possibilità solo nei casi di «necessità di urgenza», ad esempio per la caccia di controllo dei cinghiali. No del Cal anche alla concessione di deroghe per l’accesso alle riserve trentine ai cacciatori dell’Alto Adige. Anche Stefano Ravelli (Associazione cacciatori) ha bocciato il «nomadismo venatorio». Sulla proposta Zanotelli, Ravelli ha valutato positivamente che ad ogni violazione corrisponda una sospensione predeterminata del permesso di caccia per un certo periodo, ma ha suggerito una «clausola di salvaguardia» per non punire allo stesso modo le violazioni gravi e le infrazioni di minore entità, e sanzioni più pesanti per i cacciatori che danneggiano l’ambiente. Roberto Dapor (Unione cacciatori) si era prima espresso a favore al transito con veicoli a motore dei cacciatori sulle strade forestali, purché vi siano controlli per evitare utilizzi abusivi. Tra i consiglieri, Paccher (cacciatore) ha condiviso la proposta di Zanotelli di approfondire, con consultazioni, la questione delle strade forestali (da qui la bocciatura del testo Ossanna) e l’inasprimento delle sanzioni. Manica, d’accordo sull’utilità dei centri sosta e perplesso sull’apertura delle strada, ha preannunciato emendamenti in aula.

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