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Cooperazione spaccata

Mozione di sfiducia

contro la presidente

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La crisi della Cooperazione trentina precipita in serata con la lettera di 11 consiglieri di amministrazione che chiedono alla presidente Marina Mattarei di azzerare le vicepresidenze e il comitato esecutivo e rieleggerli. Nel mirino c’è in particolare la vicepresidente per il settore sociale Mariangela Franch, contestata da una parte delle cooperative del settore. Ma il caso Franch è solo un pretesto. Nella lettera c’è una vera e propria mozione di sfiducia sulla gestione Mattarei, a cui si imputa immobilismo, lacerazioni anche profonde nel movimento e una logica antagonista negli organi esecutivi. Si chiede inoltre la massima tempestività coinvolgendo il cda fin dalla prossima seduta, in programma domani.

La lettera è firmata dai tre consiglieri del sociale Serenella Cipriani, Paolo Fellin, Italo Monfredini. Ma anche dal presidente del Sait Renato Dalpalù, dalla consigliera del consumo Paola Dalsasso, dal presidente di Mezzacorona, consigliere per le coop agricole, Luca Rigotti, dai tre esponenti del credito, cioè delle Casse rurali, Arnaldo Dandrea, Antonio Pilati e Emiliano Trainotti, da Marina Castaldo del settore produzione e lavoro, da Alberto Carli, uno dei consiglieri trasversali eletti in assemblea. Tra i firmatari, non ci sono ovviamente vicepresidenti. Ma in questi giorni tre di essi, Marco Misconel del credito, Bruno Lutterotti dell’agricoltura e Germano Preghenella del lavoro, hanno tentato di convincere Mattarei a trovare una via d’uscita dalla contrapposizione.

Evidentemente non ci sono riusciti.

Secondo gli 11 consiglieri, «l’azione della Federazione Trentina della Cooperazione, nei primi otto mesi del mandato consiliare, nonostante l’ambizioso progetto rifondativo lanciato con il nuovo statuto sociale, appare caratterizzata dalla scarsità di risultati concreti, attribuibile alla mancata condivisione di specifici obiettivi e chiare linee progettuali, acuita da inopportune sovraesposizioni mediatiche; ciò sta generando uno stato di sostanziale immobilismo, soprattutto nelle auspicate funzioni di elaborazione strategica e di autorevole rappresentanza politica, che avrebbero dovuto invece costituire la base per il rilancio del ruolo federale».

L’impostazione della governance, inoltre «si sta rivelando fonte di tensioni e di lacerazioni anche profonde». Si ricordano gli scontri non solo con le cooperative sociali, ma anche con il credito e le difficoltà con i settori dell’agricoltura e del consumo. «Tutto ciò rischia di compromettere l’unità del Movimento cooperativo trentino». Secondo i critici di Mattarei, nell’esercizio del ruolo di governo «non si è rinvenuta la consapevolezza circa la necessità di ricomporre la frattura prodottasi nell’Assemblea dei soci», con una «logica antagonista» a cui «non giova il retorico richiamo ad una sorta di investitura al cambiamento». La conclusione è appunto che la scelta dei vicepresidenti dovrebbe essere condivisa dai settori di riferimento e quindi va azzerata la delibera del cda del 2 luglio 2018 che li nomina.

La lettera arriva dopo un’altra giornata di trattative - Mattarei ha incontrato anche Cipriani - e mentre la giunta provinciale fa una mossa. «I temi legati al mondo della Cooperazione e in modo particolare al settore del sociale - si legge nella nota diffusa ieri pomeriggio - saranno al centro di un incontro tra i vertici della Federazione e il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti. Una richiesta in tal senso è stata ufficializzata questo pomeriggio (ieri ndr) alla presidente del movimento cooperativo. All’incontro saranno presenti gli assessori provinciali Mario Tonina e Stefania Segnana». L’incontro dovrebbe esserci entro la settimana. «Non entriamo nel merito dei fatti di casa loro - sottolinea Tonina - Vogliamo dimostrare attenzione nei confronti della Cooperazione. Il settore sociale, in particolare, può diventare una nuova opportunità. Inoltre, a breve presenteremo gli Stati generali della montagna dove le cooperative avranno un ruolo rilevante».

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