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Riconosce il suo molestatore

alla fermata dell'autobus

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Lo ha riconosciuto tra le persone che stavano aspettando l’autobus, alla fermata di via Travai. La ragazza, che ha 16 anni, l’ha fotografato e subito dopo ha chiamato i genitori: «Ho visto l’uomo che mi ha molestata» ha detto. Mamma e papà hanno chiamato la polizia e gli agenti sono riusciti a bloccare l’uomo pochi minuti dopo, ad una fermata di viale Verona. Si tratta di un cinquantenne di origine straniera, che rischia la denuncia per violenza sessuale ai danni di minore e di violenza privata.
Queste sono le ipotesi di reato messe nero su bianco dagli agenti della questura che, due settimane fa, avevano ascoltato il racconto della ragazza.

L’episodio era avvenuto il 21 novembre scorso, nel pomeriggio. La ragazza, che frequenta una scuola superiore di Trento, era salita a bordo dell’autobus in via Brennero. Si era accorta subito dell’atteggiamento strano dello sconosciuto, che si era subito avvicinato ad una donna, strusciandosi. Successivamente quell’individuo si era avvicinato a lei, le si era messo davanti, schiacciandola quasi contro la struttura posta a protezione dell’autista, costringendola a salire sulle punte dei piedi per evitare ogni contatto. Era così vicino che la sedicenne sentiva il suo respiro. Lei era riuscita a ribellarsi, a dirgli a voce alta di allontanarsi; lui aveva risposto che non stava facendo nulla e che erano così stretti perché l’autobus era pieno. Le aveva poi toccato la zona inguinale.

La studentessa era scesa di corsa alla fermata della stazione ferroviaria, nonostante avesse appuntamento in piazza Fiera. Era sotto shock quando è arrivata a casa, aveva pianto lungo tutto il tragitto. I genitori, a cui ha raccontato l’accaduto, l’avevano subito accompagnata in questura per denunciare il gravissimo episodio. Nessuno sull’autobus era intervenuto in suo aiuto, neppure la donna (la ragazza ha riconosciuto essere un’insegnante) che poco prima era stata a sua volta molestata dallo sconosciuto. È probabile invece che l’autista non si fosse accorto di nulla, perché il mezzo era effettivamente affollato.

Giovedì la ragazza ha incrociato nuovamente l’uomo: lo ha visto in via Travai, stava attendendo l’autobus. Con prontezza d’animo, ha scattato una foto a quell’individuo e ha avvisato i genitori, che a loro volta hanno chiamato il numero d’emergenza «112». «Abbiamo parlato con la polizia, spiegando tutta la vicenda. Gli agenti hanno fermato in viale Verona l’autobus sul quale era salito l’uomo» spiega il padre della sedicenne. Anche la ragazzina è tornata in questura, la stessa sera. Ha riconosciuto l’individuo fermato, spiegando che era stato proprio lui a metterle le mani addosso sull’autobus, il mese scorso. La polizia sta verificando se l’uomo si sia reso responsabile di altri episodi, per poi procedere con la denuncia all’autorità giudiziaria.

Di un caso simile, avvenuto due anni fa, si è discusso recentemente in tribunale a Trento: imputato un uomo che aveva avvicinato e palpeggiato due ragazzine mentre viaggiavano sull’autobus che dalla città le stava portando nel sobborgo in cui vivevano. Due i casi contestati. In entrambi l’uomo era accusato di essersi seduto accanto alle minori (una aveva 17 anni, l’altra 15) e di aver allungato la mano sulla coscia. La condanna è arrivata lo scorso ottobre: un anno e sei mesi di reclusione (pena sospesa) per violenza sessuale e 5mila euro di risarcimento ad una delle ragazzine.

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