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Trasporto pubblico, è emergenza

«Autobus stracarichi e ritardi»

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«A Trento riscontriamo una situazione di emergenza per quanto riguarda il sistema di trasporto pubblico, sia per il carico, sia per i tempi. Nel primo caso, siamo al limite della capacità di trasporto per alcune zone della città, come per il caso della collina orientale, nel secondo, riceviamo continue e preoccupanti segnalazioni di ritardi da parte dell’utenza».

A dirlo, in occasione di una serata di dibattito sul trasporto pubblico nel capoluogo organizzata nei giorni scorsi dal Pd di Trento, è stata la presidente di Trentino Trasporti, Monica Baggia. Intervenuta in chiusura del dibattito, Baggia ha inoltre parlato della necessità di scelte politiche immediate per trovare una soluzione al problema, prima che si aggravi ulteriormente, diventando un disincentivo all’utilizzo dei mezzi pubblici. Tra le soluzioni avanzate per risolvere l’attuale situazione, è stata suggerita la possibilità di introdurre in via sperimentale un «Metrobus» urbano, formato da una serie di corsie preferenziali per linee di autobus ad alta frequenza. Tale sistema permetterebbe di migliorare tempi e capacità del trasporto pubblico sull’asse dell’Adige, limitando almeno in parte le criticità causate dai volumi di traffico presenti sulla rete stradale cittadina.

«Serve l’elaborazione di un piano di intervento immediato ed una progettazione più a lungo termine» ha specificato Baggia in riferimento alla condizione del trasporto pubblico cittadino. «Tra le scelte da prendere immediatamente - ha quindi precisato - sarebbe opportuno definire delle corsie preferenziali dedicate, che permetterebbero di risolvere in tempi rapidi il problema dei ritardi causati dal traffico».
A quanto emerso dal confronto, moderato dal consigliere comunale Michele Brugnara, Trento si sta muovendo con forte ritardo sul fronte dei mezzi pubblici, mentre altre città, tra cui Firenze ed Innsbruck, hanno già iniziato ad investire su linee ad alta capacità su rotaia. In Alto Adige, poi, è stato avviato il progetto per la costruzione della prima tratta tranviaria, con l’avvio in fase sperimentale di un «Metrobus» e la realizzazione di alcuni parcheggi di interscambio ai margini della città, lungo i principali flussi di arrivo dei pendolari.

Quello di Bolzano, in particolare, è stato portato come esempio attuabile anche nel capoluogo trentino, lungo l’asse principale di spostamento delle persone, ovvero da Nord a Sud, al fine di migliorare la capacità dei mezzi e limitare i ritardi, nonché permettere un alleggerimento del traffico veicolare. Dai dati emersi, le strade di Trento sarebbero al limite della sostenibilità (solo sulla tangenziale i passaggi annui sono passati dai 500 mila del 2007 ai 750 mila del 2016).

«Il progetto Nordus - ha aggiunto Baggia - prende in considerazione proprio la realizzazione di un tram urbano attraverso il collegamento della tratta Trento-Malé con quella della Valsugana. Attualmente, tuttavia, la stessa linea di collegamento verso la Val di Sole non è più competitiva con le automobili, per i grandi investimenti effettuati nel passato sulle infrastrutture viarie. La città ha bisogno di un progetto coerente da portare avanti nel tempo, e da realizzare anche in momenti differenti oppure per interventi programmati sul lungo periodo». È stato infine ripresentato il progetto per il «Ring» urbano ipotizzato dal collettivo Campomarzio un paio di anni fa, con la realizzazione di un tram ad anello che colleghi tutti i sobborghi con il centro storico.

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