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Per Sofia morta di malaria

un libro e tantissimi amici

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Se non c'è stato l'abbraccio dell'intera città è perché la sala della Galleria bianca a Piedicastello non era abbastanza grande. L'abbraccio del rione stretto tra l'Adige e il Doss Trento, invece, è arrivato tutto: caldo, avvolgente, rassicurante, spontaneo. Oltre 350 persone - tra le quali una sessantina di bambini, tante famiglie con figli - hanno raccolto l'invito di Francesca Ferro e Marco Zago, mamma e papà della piccola Sofia, che a Piedicastello abitava con la sua bella famiglia, volata in cielo nell'estate 2017 per un contagio di malaria avvenuto all'ospedale Santa Chiara, dove era ricoverata per una forma di diabete infantile (il fascicolo è stato archiviato dalla procura un mese fa). 


Era la prima uscita della nuova associazione «Gli amici di Sofi», fondata proprio dai genitori della bimba di quattro anni che ora sarà presente nell'impegno di un'intera comunità in favore degli altri. Palloncini colorati all'esterno e all'interno del tunnel che un tempo era attraversato da trentamila veicoli al giorno e che da una decina d'anni è spazio espositivo del Museo storico. Tavoli imbanditi e banchi per disegnare, colorare, dare spazio alla fantasia dei bambini, i disegni felici di Sofia e dei suoi coetanei appesi alle pareti. È stata una festa. Una grande festa di compleanno in cui ad essere festeggiati sono stati tutti. Tutti quelli che credono nella solidarietà, nella condivisione, nella creatività. Nella speranza. Perché, in fondo, è solo il coraggio della speranza che permette di trasformare una tragedia immane come la scomparsa, per un errore sanitario le cui esatte modalità e responsabilità non si è riusciti a chiarire, di una bimba di quattro anni in un'opportunità di servizio agli altri. 
«Gli amici di Sofi» hanno pubblicato un libro, con i disegni e i testi di Anna Zago, zia di Sofia. In cui si raccontano le ordinarie storie straordinarie di questa bimba che abbraccia con occhi gioiosi il suo pupazzo Fufi e che con una parola magica riesce a trasformarsi in un supereroe dalla tuta rosa, Superpink, che gioca e aiuta gli altri a risolvere piccoli e grandi problemi. La stella magica di Sofia è quella che tutti i volontari dell'associazione hanno indossato al collo. È la stella del volontariato. Tra i progetti dell'associazione nata nel nome di Sofia la realizzazione di uno spazio per la creatività dei bambini, sostegni a favore di bimbi con disabilità intellettiva nel trevigiano (papà Marco è originario di Villorba), il libro presentato ieri e i cui proventi sostengono queste ed altre iniziative, come la dotazione di uno smartphone per il monitoraggio a distanza, con sensori, del tasso di glucosio in bambini diabetici.

«Potevate scegliere la solitudine come risposta al vostro dramma - ha detto il sindaco Andreatta rivolto ai genitori di Sofia - ma avete scelto la strada più difficile e anche più bella, quella di condividere nuove speranze con gli altri». Presente anche il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti: «Francesca e Marco hanno insegnato tanto a noi. Per la compostezza con cui hanno affrontato la tragedia di Sofia e per il nuovo impegno a far germogliare l'amore dall'impegno per i bambini».

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